Sabato, 23 Marzo 2013 21:00

Dalla Svizzera un appello ai sanniti: “Attenti alla Repower”

Redazione Scritto da 

È umiliante che una ditta svizzera faccia profitti in Italia distruggendo l’ambiente a Saline Ioniche e a Campolattaro!” Parola di Cornelia Mueller, artista e ambientalista che nel Cantone dei Grigioni combatte contro un progetto di centrale idroelettrica simile a quello di Campolattaro. E prevede uno scempio, a Poschiavo e a Benevento

“La sera la lempio e la matina la svacanto.” Chi l'avrebbe mai detto che il metodo per combattere la calura nei quartieri spagnoli a Napoli (guarda il celebre video) ci sarebbe stato proposto come ultimo ritrovato della tecnica nella forma di una centrale idroelettrica la cui acqua, dopo aver prodotto energia scendendo da un bacino all'altro, dev'essere riportata indietro per dodici chilometri consumando energia per poter produrre altra energia, e riconsumarne. Se il progetto andrà avanti potremo dire che il malcapitato bacino di Monte Alto, nel comune di Morcone, la sera lo lempiono (quando la corrente costa meno) e di giorno lo svacantano. Con il nobile fine di contribuire “alla stabilità della rete e alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico nella regione”, ovviamente.

Stiamo parlando del progetto della centrale idroelettrica di Campolattaro, presentato ufficialmente ai cittadini sanniti lo scorso autunno a margine del teatrino, a metà tra il goffo e il seducente, della mostra del Parco delle 4 Acque presso il compianto Museo Arcos di Benevento. Statue, vasi antichi del Museo del Sannio e persino il piccolo Ciro sono stati mobilitati per contribuire all'ammaliante spettacolo (leggasi accozzaglia) con cui degli affaristi svizzeri e un archistar milanese hanno cercato di convincerci che smantellare il paesaggio è un atto fondamentale per tutelare il nostro substrato culturale.

Non sono mancate le critiche e in particolare l'associazione Altrabenevento notava che, oltre a “sconvolgere tutto il ciclo delle acque con la scomparsa di 59 sorgenti”, la centrale idroelettrica sarebbe “pericolosissima anche perché dovrebbe essere costruita su una faglia attiva (quella del terremoto che nel 1688 devastò anche Benevento) e quindi con grave rischio sismico". Per completare il quadro, presentiamo oggi la straordinaria testimonianza e l'accorato appello che l'artista e ambientalista svizzera Cornelia Mueller ha voluto lanciare ai sanniti nell'intervista che segue, a cura di Annalisa Ucci. 

 

Per iniziare, le chiedo gentilmente di presentarsi…

Il mio nome è Cornelia Mueller, abito nella casa materna a Poschiavo, Svizzera, e sono artista e ambientalista. Ho organizzato dal 1999 al 2012 il Festival UNCOOL dedicato al jazz, alla musica improvvisata ed etnica, accompagnata da arte in varie forme d’espressione. Ci tengo ad agire responsabilmente e in armonia con l’ambiente. In atto ho vari progetti. Fra l’altro gestisco Artisti in Residenzaa Poschiavo per sostenere uno scambio artistico - musicale fra il mondo e Poschiavo (vedi www.uncool.ch).

 

Come conosce Repower?

Conosco la Repower perché ha la sede principale a Poschiavo. È l’unica ditta grossa a Poschiavo e conseguentemente il Comune di Poschiavo è finanziariamente dipendente da lei. La Repower ha anche sostenuto il festival in diversi anni della sua esistenza. Questo sostegno non ha cambiato la mia opinione nei confronti di un progetto che prevede un collegamento idrico sotterraneo di due laghi accumulatori tramite una galleria lunga più di 20 km, larga 5 - 6 metri e più di 1200 metri di differenza in quota. Il progettoLago Bianco prevede di captare l’acqua in una zona attribuita all’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP) e in più utilizzerebbe uno degli ultimi ruscelli fin ora non sfruttati. Ciò distruggerebbe un ambiente molto bello di alta montagna. In più Repower ha fatto un’indagine sulle sorgenti esistenti sul versante della galleria prevista che, a mio avviso, potrebbero essere danneggiate.

Non si può svendere la natura usando una tale tattica. Repower promette delle misure di compensazione in cambio dello sfruttamento che però non bilanciano mai i danni. Lo stesso progetto di una centrale a carbone a Saline Joniche trova un'opposizione fortissima nell’Area Grecanica e anche in Svizzera con Zukunft statt Kohle – Futuro invece di Carbone. 

 

Che opinione ha della Repower?

È una ditta che produce energia elettrica e soprattutto commercia l’energia elettrica nel mercato europeo. Il Cantone dei Grigioni è azionario principale con 46% però non assume la sua responsabilità quando dovrebbe controllare la Repower. Ultimo esempio è la decisione del governo grigionese di sostenere Repower nella costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche – cosa mai realizzabile in Svizzera a causa dell’inquinamento che provoca! La Repower è tutto sommato una piccola ditta nel business energetico e sembra assurdo che voglia investire in tutti questi progetti giganteschi e ad alto rischio: se uno di questi impianti progettati non dovesse rendere, rischierebbe il fallimento e conseguentemente metterebbe il Comune di Poschiavo e il Cantone dei Grigioni in grande difficoltà.

In Svizzera Repower afferma che i progetti all’estero aumentano l’afflusso dei redditi nei Grigioni. Sarebbero soldi che non restano alla gente di Benevento. In più in Svizzera non sarebbe più fattibile trasformare un avvallamento in un lago. È umiliante che una ditta svizzera faccia profitti in Italia distruggendo l’ambiente a Saline Ioniche e a Campolattaro.

 

Come ha saputo del progetto che la Repower vorrebbe realizzare a Benevento?

Sono stata informata direttamente dagli ambientalisti europei sul progetto centrale a carbone a Saline Joniche che è diventato il progetto più criticato e discusso nei media grigionesi (dove si è proposto che il governo grigionese, come azionario principale della Repower proibisca, una centrale a carbone in Italia – ma purtroppo non si è verificato). Di conseguenza ci si incomincia a interessare di altri progetti della Repower. Ho appreso tramite il sito bmagazine.it del progetto idroelettrico a pompaggio a Campolattaro che era per tanto tempo stato nascosto all’opinione pubblica in Svizzera. Nei media si è parlato qualche mese fa di questo impianto perché la Repower ha invitato dei giornalisti svizzeri a fare un sopralluogo in Italia (alla mostra del Parco delle 4 acque, ndr) come pubblicità per farci credere che non tutti i progetti hanno un impatto ambientale da respingere… Penso che abbiamo a che fare con una tattica d’informazione manipolata.

 

Che valutazioni dà del progetto di centrale idroelettrica a Campolattaro?

Al momento non riesco a valutare il progetto perché non ho visto il rapporto tecnico in dettaglio. Si tratta anche qui di un impianto a pompaggio, un po' inferiore per produzione di energia e per lunghezza della galleria rispetto all’impianto progettato nella Valposchiavo. Ma come a Poschiavo gli interventi toccano delle aree protette di valore paesaggistico e ambientalistico e captano probabilmente delle sorgenti con un effetto devastante imprevedibile.

L’energia idroelettrica è vista come un’energia pulita – lo è specialmente in confronto al carbone o al nucleare – ma l’impatto ambientale è comunque forte poiché l’acqua viene tolta dal ruscello, dal fiume, dal lago, dalla falda dove poi manca sensibilmente. Inoltre si utilizza molta energia per pompare e l’impianto può rendere solamente quando l’energia per pompare è a buon mercato e l’energia prodotta ha un prezzo elevato perché è venduta durante le ore di massima ricerca e consumo d’energia elettrica.

Si apprende dalla stampa che gli impianti idroelettrici a pompaggio probabilmente non renderanno in un futuro mercato d’energia. Il direttore Tuomo Hatakka della ditta d’energia elettrica tedesca Vattenfall si esprime molto scetticamente sulla redditività degli impianti idroelettrici a pompaggio riferendosi agli impiantiesistenti tedeschi di cui Vattenfall possiede la maggioranza: “La redditività degli impianti idroelettrici a pompaggio si è purtroppo rivelata drasticamente negativa. Si è creata una situazione paradossale: abbiamo bisogno degli accumulatori per essere in grado di pareggiare le fluttuazioni delle energie rinnovabili. Nel passato gli accumulatori a pompaggio hanno usufruito dell’energia a buon mercato di notte per pompare l’acqua in alto, che poi viene rilasciata intorno a mezzogiorno dai laghi accumulatori per produrre energia elettrica a prezzi più elevati. Questo sistema rende sempre di meno perché l’energia solare alimenta la rete intorno a mezzogiorno e deprime i prezzi. Con venti forti la situazione è simile (...) Non sono sicuro se, e come, possiamo gestire tutti i nostri impianti a pompaggio nel futuro”.

L’Italia investe fortemente in energia solare ed eolica e si posiziona con le energie rinnovabili vicino alla Germania. Non è sbagliato pensare che un impianto a pompaggio avrà le stesse difficoltà di redditività in Italia come in Germania e si deve temere che l’impianto a Campolattaro non farà altro che distruggere delle sorgenti… Il periodo d’ammortizzazione (la durata delle concessioni) del progetto Lago Bianco a Poschiavo è di 80 anni! Semplicemente non è da prevedere quale sarà la tecnologia di accumulazione più efficiente e adatta già nel giro di pochi anni e quanti accumulatori saranno poi necessari. Lo sviluppo è tremendo! In Svizzera le ditte d’energia elettrica chiedono sovvenzioni statali perché apprendono che gli impianti a pompaggio (già in funzione o in costruzione) non possono essere ammortizzati.

Misure di compensazione per l’impatto ambientale dell’impianto a pompaggio, come valorizzare la zona turisticamente con parchi, terme, architettura e archeologia possono sempre essere realizzate senza la Repower, senza il rischio finanziario e la distruzione dell’ambiente che porta un impianto a pompaggio!

 

Lei ha commentato sul nostro sito: "Senza un elettrodotto ad alta tensione l'impianto a pompaggio non è interessante". Potrebbe spiegarci perché?

Per la distribuzione dell’energia elettrica servono elettrodotti potenti. Parecchi anni fa la Repower ha installato una rete ad alta tensione che attraversa la Valposchiavo ed è indispensabile per il progetto di pompaggio Lago Bianco. La vecchia rete sarebbe stata troppo debole a diffondere l’energia elettrica nell’ambito europeo (esportazione per l’Italia, distribuzione per il mercato svizzero)...

 

Parliamo più strettamente dell'ambiente: quali saranno i rischi?

Chiaramente un impianto a pompaggio ha sempre un impatto ambientale perché sfrutta le acque che poi non scorrono più nei loro letti naturali, si lascia scorrere solo delle acque residue. Con il cambiamento di clima che sicuramente è sentito anche a Benevento, la disponibilità dell’acqua può diventare un problema non da sottovalutare. La Valposchiavo è ricca d’acqua anche grazie ai ghiacciai che al momento si sciolgono ad una velocità pazzesca e che con le loro acque alimentano i laghi di accumulazione. Non si sa come saremmo combinati fra 30 anni quando il ghiacciaio del Palü e del Cambrena non ci saranno più: ci sarà abbastanza acqua per le centrali idroelettriche? Ci sarà abbastanza acqua piovana?

Se Repower, inoltre, afferma che la centrale a Campolattaro sia una batteria per l’energia verde, le si dovrebbe chiedere un contratto che la obblighi ad usare esclusivamente l’energia dalle risorse rinnovabili. Temo che la Repower non firmerebbe un tale contratto e che l’uso di nocive e pericolose energie fossili e nucleari sia decisivo per il pompaggio. Sarebbe ingenuo credere che per pura coincidenza la Repower porti avanti contemporaneamente dei progetti giganteschi come la centrale a carbone di Saline Ioniche e la centrale idroelettrica di Campolattaro.

 

Uno dei promotori del progetto, l'assessore all'ambiente della provincia di Benevento Gianluca Aceto, ha sostenuto ironicamente che “non si può tornare alle candele”… Cosa ne pensa di questa affermazione?

Lo sviluppo di oggi nel campo di produzione d’energia elettrica è molto innovativo e promettente – l’energia solare, eolica, del moto ondoso, della marea, geotermica… La candela la userei per serate romantiche.

Lo sviluppo delle nuove tecnologie rinnovabili è impedito e rallentato quando imprese come la Repower ricevono il permesso di investire in centrali a carbone che producono corrente veramente a buon mercato, ma con un potenziale distruttivo per l’ambiente, il clima, l’uomo (una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l'anno di danni alla salute, all'economia e all'ambiente, sostiene Greenpeace).

  

Nella presentazione dell’opera sono riportate le seguenti parole: “Tutto il progetto sarà caratterizzato da un impatto ambientale e paesaggistico molto contenuto grazie ad accorte scelte tecnologiche e impiantistiche che prevedono tra l’altro la realizzazione di gran parte dell’impianto in sotterraneo”. Quanto sono veritiere queste affermazioni secondo lei?

A Poschiavo si calcola che per realizzare il progetto di pompaggio Lago Bianco siano necessari almeno 10 anni. Si può immaginare che la tranquillità alpina si perderebbe completamente, il biologico perderebbe la sua qualità a causa dell’inquinamento dell’aria, e conseguentemente ci sarebbe una diminuzione della qualità di vita. Il turismo crollerebbe. Sono pochi i turisti che s’interessano ai lavori in corso... Quando l’impianto sarebbe realizzato e le ferite nel paesaggio sarebbero guarite, si vedrebbero i cambiamenti del livello nei laghi che potrebbero variare di diversi metri giornalmente! Le uova dei pesci sarebbero scoperte e non potrebbero svilupparsi. Si noterebbe la mancanza dell’acqua nel fiume sfruttato e l’ambiente che si adatta man mano alle nuove condizioni. Chiaramente gli interventi non sarebbero “un impatto ambientale e paesaggistico molto contenuto” – al contrario sarebbe un impatto troppo incisivo… la frase citata è pura pubblicità.

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