Martedì, 22 Luglio 2014 14:39

Ultime dal Medio Evo: coppia gay sorpresa a baciarsi in villa a Benevento

Annalisa Ucci Scritto da 

Da qualche giorno ha fatto scalpore la notizia della coppia omosessuale esiliata dal custode  della Villa Comunale perché scoperti a baciarsi pubblicamente (I bambini! Qualcuno pensi ai bambini!). Parla D. che ci ha raccontato perplesso quanto accaduto ed abbiamo scambiato due chiacchiere anche con il collettivo WAND

Benevento fa parte ormai di quella piccola cerchia di cittadine con mentalità “vintage” dove persone, il più delle volte incivili, si scandalizzano per un bacio tra due dello stesso sesso nella Villa Comunale, luogo che da sempre ha favorito l' “ammore” e dove ora pare stiano istallando addirittura dei tornelli anti gay (faccina sorridente). Non è sempre vero che la città è piccola e la gente mormora: episodi omofobi, anzi chiamiamoli veri e propri casi, rimbalzano come novità o fatto anomalo nel grande come nel piccolo centro, ma il vero scandalo è che esistano ancora  persone che non sanno come comportarsi dinanzi all' “ammore libero”.  L’increscioso quanto assurdo, o se vogliamo grottesco ed ipocrita episodio è accaduto pochi giorni fa, in un  luogo pubblico con delle regole da rispettare (tranne che per gli omofobici!): ma sul cartello d’entrata campeggia il divieto di bacio?

Abbiamo incontrato il diretto interessato ed il collettivo WAND, di cui fa parte, realtà presente ed attiva sul territorio da circa tre anni, che opera come sportello di consulenza ed aiuto per gli omosessuali ed organizza attività volte all’informazione in merito. Lo stesso collettivo, successivamente alle richieste della coppia malcapitata, ha deciso di rendere nota una lettera affinché si informasse la città di quanto accaduto ed in qualche modo si denunciasse l’episodio in sé al limite del ridicolo.

Ci racconti quanto accaduto in villa?

D. : “È successo il venerdì 18 Luglio intorno alle ore 14:00. Io e il mio fidanzato siamo stati cacciati dalla villa perché ci stavamo baciando. Eravamo seduti su una panchina e ci stavamo abbracciando e baciando, quando all'improvviso il custode ci disse: "ragazzi mi raccomando" noi alla fine non capivamo cosa stavamo facendo di così sbagliato e quindi continuammo a coccolarci. Quando per la seconda volta il custode uscì dal bar sopra la collina e ci disse che allora non avevamo capito quello che ci aveva detto, noi increduli decidemmo di andargli incontro e lui lì specificò che noi omosessuali non potevamo baciarci in villa, perché poteva passare qualche bambino... Noi del tutto increduli e meravigliati di quello che ci stava dicendo allora abbiamo deciso di difenderci in qualche modo e chiedendo il perché noi omosessuali non possiamo e gli eterosessuali si? Lui ci rispose "minacciandoci" con un telefonino in mano di chiamare i carabinieri, io sempre più incredulo insistevo che poteva chiamarli benissimamente perché secondo me non potevano farci nulla essendo che non c'è nessuna legge che vieta i baci omosessuali in pubblico. Al che poi ha incominciato a giustificarsi e a dire che gli era stato ordinato da un superiore di vietare baci ed effusioni con lo stesso sesso. Al che ce ne siamo andati, uscendo sempre come una coppia (mano nella mano) per poi parlarne col il collettivo WAND e vedere cosa fare.

Hai parlato di “superiore”. Avete chiesto chi fosse?

 D. : “No, non abbiamo chiesto chi fosse”.

WAND: “Non sappiamo a chi si riferisse quando ha detto “superiore”, ma sarebbe interessante capire se realmente il custode ha ricevuto disposizioni del genere o se stesse cercando di giustificarsi”.

 

Cosa hai provato?

D. : “Ho provato molta rabbia nei suoi confronti, non riuscivo a capire (e non lo capisco ancora oggi) perché ci sia ancora nel 2014 questa discriminazione nei confronti degli omosessuali. Perché gli eterosessuali si possono baciare, accarezzare, scambiare il proprio amore nei confronti della persona amata in un luogo pubblico com'è la villa comunale e gli omosessuali invece non possono fare le identiche cose che fanno le coppie "normali"?”

Dopo cosa è successo?

D. : “Nello stesso giorno in pieno pomeriggio siamo passati davanti un bar del corso mano nella mano e lì ci sono stati insulti come: "chi è che fa la femmina fra voi due?”.

Sono accaduti altri episodi simili in città?

WAND:  “Ci fu questo brutto caso, molto più grave: il 24 marzo 2008, due giovani a bordo della loro auto, ne hanno adescato un altro, omosessuale, che si trovava nella sua di macchina. Successivamente lo hanno portato in un luogo appartato e dopo averlo derubato, non contenti hanno iniziato a picchiarlo rompendogli il naso e procurandogli altre lesioni. Se ne sono andati lasciandolo a terra privo di sensi e diedero fuoco, non contenti, alla sua auto”.

Il collettivo WAND è una realtà presente in città da almeno tre anni. Come siete organizzati e come pensate di agire nel caso specifico di questo increscioso episodio?

WAND: “Insulti e sfottò per una coppia gay che si aggira per la città sono all’ordine del giorno. A scuola i gay e le lesbiche subiscono continuamente microaggressioni, ma purtroppo questi casi non vengono denunciati pubblicamente per vergogna o per paura. Sicuramente non lasceremo che l’episodio passi inosservato. Abbiamo contattato numerose testate giornalistiche e il sindaco Fausto Pepe è intervenuto per darci il suo sostegno e condannare le discriminazioni.

Inoltre mercoledì 23 ci incontreremo per una riunione aperta in cui decideremo in che forme rispondere all’accaduto. Probabilmente organizzeremo un kiss-in in Villa Comunale, invitando i benvenentani a baciarsi in pubblico per dire no alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”.

Circostanze simili potrebbero essere sinonimo di “ghettizzazione” per voi?

WAND: “Sicuramente questi episodi sono sintomo di un’emarginazione ancora presente, nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla società italiana e beneventana negli ultimi anni”.

E’ semplice parlare di “omofobia”: si tratta solo di questo?

WAND: “Un episodio del genere denuncia anche una radicata ignoranza e intolleranza, dovute alla mancanza di educazione e informazione in merito. Si lascia che l’omosessualità rimanga un tabù perché è un tema scomodo da affrontare e questo genera incomprensione e odio”.

Infine: la notizia di quanto accaduto è rimbalzata ovunque. Quali conseguenze vi ha comportato? Pensate di rivolgervi anche alle istituzioni locali?

WAND: “Abbiamo registrato un’inaspettata reazione da parte dei beneventani: i commenti omofobi sono stati pochissimi. Molti invece hanno manifestato il loro dissenso per l’accaduto e il loro sostegno alla lotta contro le discriminazioni. Abbiamo ricevuto messaggi di incoraggiamento e soprattutto l’intervento dell’Amministrazione Comunale che si è scusata con i diretti interessati e con tutti coloro che si sono sentiti lesi”.

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