E’ nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità: ne è convinta Manuela De Noia, bibliotecaria sannita che in un momento duro della sua esistenza ha lanciato l’iniziativa dei “Biblioconsigli”. Perché la letteratura, come spiega bene Umberto Galimberti, è il luogo dove «si apprende che cosa sono il dolore, l’amore, la disperazione, la passione» e dove s’impara a leggere anche la realtà, che ci sfugge sempre più di mano. La letteratura (quella vera, che non comprende gli instant book dei virologi da talk show) insegna a provare emozioni, come hanno fatto i miti, le fiabe e i racconti orali sin dalla notte dei tempi.

Il format è semplice. Attraverso uno spot di breve durata, la bibliotecaria presenta un libro, accompagnato da una breve lettura o recensione, con l’intento di risvegliare la voglia di leggere. L’obiettivo è quello di promuovere un approccio piacevole al libro e alla lettura, con uno stile comunicativo leggero e veloce, mettendo in connessione il mondo delle biblioteche, dei suoi servizi di lettura e prestito, delle librerie indipendenti e dell’editoria.

Come ti è venuta l’idea dei “Biblioconsigli” e qual è lo scopo?

«Stavo attraversando un periodo molto difficile, e secondo Einstein è nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità. Mi son messa a ragionare su come poter attirare, con uno stile comunicativo semplice e diretto, il pubblico in biblioteca stimolando la curiosità dei potenziali lettori su un determinato argomento o autore. In Italia, nel 2019, solo il 15 % della popolazione è entrato almeno una volta in biblioteca e la percentuale precipita in Campania con solo il 7,7%. Una famiglia su dieci, nel nostro Paese, non ha un libro in casa. Come bibliotecaria, volevo provare a fare qualcosa. Ho preso uno smartphone e il libro che stavo leggendo in quel momento (“Il manuale del leccaculo” di Richard Stengel) e ho girato il primo spot, lanciandolo su youtube e sui social network. I Biblioconsigli sono nati così.

Attraverso uno spot di breve durata presento un libro accompagnandolo da una breve recensione con l’intento di risvegliare la voglia di leggere. L’obiettivo è quello di promuovere un approccio piacevole al libro e alla lettura, con uno stile comunicativo leggero e veloce, mettendo in connessione il mondo delle biblioteche e dei suoi servizi di lettura e prestito, delle librerie indipendenti e dell’editoria.

Un episodio della tua vita che ti ha avvicinato ai libri?

La mia casa è stata sempre piena di libri. La passione per la lettura mi è stata inculcata da mio padre ed è stato lui ad accompagnarmi per la prima volta in biblioteca, quando avevo 13 anni. Ricordo ancora quell’esperienza. Presi in prestito l’”Amleto” di Shakespeare e ricordo il fascino che ebbe su di me questo luogo pieno di libri che incuteva timore reverenziale. Ricordo anche l’impiegato che mi aiutò nella consultazione del catalogo e con il quale, oggi, collaboro. Ho scelto di fare il lavoro che amo e, per esserci riuscita, mi ritengo fortunata.

Qual è stato il tuo percorso professionale, in breve?

Sono una bibliotecaria, esperta in comunicazione digitale applicata alle biblioteche, organizzazione di eventi e catalogazione informatizzata del libro moderno e antico. Sono stata vicepresidente della Sezione Campania dell’Associazione Italiana Biblioteche, attualmente sono membro dell’Osservatorio Formazione. Nel campo della formazione per adulti, mi occupo dell’organizzazione di corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari e svolgo attività di e-tutor e di docente per la piattaforma Aibformazione.it.

Ho pubblicato, insieme a Patrizia Lùperi e Matilde Fontanin, il libro “Il portfolio delle competenze. Un nuovo strumento per il professionista dell’informazione” (AIB, 2017). Sono socia della Epsilon S.c.a.r.l. società che fornisce servizi nel campo dei Beni Culturali. Attualmente lavoro presso la Biblioteca provinciale di Benevento.

Come s’intreccia il tuo lavoro con la rubrica dei “Biblioconsigli”?

I bibliotecari sono per professione dei dispensatori di consigli sulle fonti da consultare, sui libri da leggere. Lo scopo del nostro lavoro è di orientare il pubblico/utente nella ricerca di informazioni attendibili. Anzi siamo degli “infomediari” per citare Loida Garcia-Febo. Di certo non ho letto tutti i libri delle biblioteche in cui ho lavorato, ma come il bibliotecario di Musil, ne conosco il contenuto. Con i “Biblioconsigli”, la bibliotecaria che è in me esce fuori dal suo luogo naturale per rivolgersi all’esterno cercando di soddisfare i bisogni informativi della comunità di lettori, ma soprattutto dei non-lettori, attraverso forme innovative di comunicazione.

Hai realizzato alcuni dei tuoi video alla storica Biblioteca di Montevergine. Com’è nata la collaborazione?

Hanno scoperto anche loro I Biblioconsigli attraverso i miei canali social e l’idea, nella sua semplicità, è piaciuta molto. Domenico De Falco, un collega della Biblioteca statale di Montevergine, mi ha proposto di girare alcuni spot nella loro splendida biblioteca e di ospitare la rubrica dei “Biblioconsigli” in una sezione del sito web ufficiale della biblioteca, con lo scopo di promuovere i libri del fondo di pubblica lettura. Ho accettato subito e, nei ritagli di tempo libero, mi reco a Mercogliano dove i colleghi mettono in campo le loro competenze e, per l’occasione, si trasformano in regista, aiuto regista, cameramen. Oltre che sul sito web della biblioteca di Montevergine, i “Biblioconsigli” si possono seguire sul mio canale YouTube, sulla pagina Facebook dedicata e su Instagram.

3 citazioni conclusive sui libri e la lettura.

«Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso», Francesco Petrarca. «Coloro che leggono molti libri sono come i masticatori d’hashish», Anatole France. «Se vuoi rimorchiare, vai al college. Ma se vuoi un’istruzione, vai in biblioteca», Frank Zappa. Aggiungo che, in tanti anni di esperienza, ho visto rimorchiare anche in biblioteca.

 

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