Cultura

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Il NOISY NAPLES FEST Annuncia il duo francese che ha rivoluzionato la musica elettronica JUSTICE “LIVE WOMAN WORLD TOUR” Uno strepitoso annuncio per il “Noisy Naples Fest”: I Justice hanno scelto Napoli! Sarà la seconda e ultima tappa italiana di un Tour mondiale che ha toccato i maggiori Festival Musicali mondiali, dopo l’Americano “Coachella” o il Porteghese “Nos Primavera Sound” anche il nostro “Noisy Naples Fest” accoglie con orgoglio i Justice. Una grande conquista per il neonato Festival che ha come obiettivo anche quello di lanciare la città di Napoli nel panorama musicale e turistico internazionale. Un grande Show che convertirà l’ETES Arena Flegrea, Venue del Noisy Naples Fest, nello scenario di un eccezionale spettacolo live: energia limite, suono avvolgente ed estetica abbagliante. Pubblicato lo scorso mese di Novembre, “Woman" l’album da cui prende nome il tour, è una raccolta di dieci tracce che vedono diverse collaborazioni, come la London Contemporary Orchestra, Morgan Phalen (Diamond Nights) e Johnny Blake dei (Zoot Woman). I Justice approderanno all’ETES Arena Flegrea Domenica 3 Settembre. Da oggi e fino al 2 Maggio, una speciale promozione da non perdere! Biglietti Early bird per assistere all’imperdibile concerto: 45 € (cavea bassa) e 25 € (cavea alta).…
La Long Light Pictures è lieta di presentare il suo primo progetto, attraverso una campagna di Crowfunding per la realizzazione di un cortometraggio dal titolo “L'Elenco”. La giovane società di produzione cinematografica è stata fondata da Ubaldo Argenio, Davide Bonaduce e Vincenzo De Matteo, un primo progetto in comune dopo numerosi lavori a cui i ragazzi hanno partecipato: “La LLP nasce come una società cinematografica. Perché non vogliamo aspettare che i progetti arrivino da noi ma siamo noi a volerli realizzare. Abbiamo già molte cose scritte in preparazione: cortometraggi, lungometraggi e l'idea di una Serie. Ma senza denari e senza che qualcuno creda in noi potrebbe essere davvero dura. Per questo anche l'idea del crowdfunding, per dire che esistiamo e che vogliamo fare questo sperando di non dover vivere in una automobile in tre... che sia almeno un furgoncino” La campagna si chiuderà il giorno 14 aprile 2017 alle ore 24:00, di seguito l'idea che si intende dar vita, e come fare per contribuire. IL CORTOMETRAGGIO L'Elenco è un cortometraggio della durata complessiva di circa 10 minuti. Una stanza, due protagonisti, due bisogni che si scontrano. Da un lato un dittatore e il suo egocentrico bisogno di mantenere saldo il…
La riflessione di Michele Intorcia, cittadino e giornalista: “Apice Vecchia non è (più) un posto per libri e cultura” Dopo l’inaugurazione del centro storico di Apice, nell’autunno scorso, il Castello dell’Ettore non ha visto ancora rientrare nelle sue stanze la Biblioteca comunale che anni prima occupava i suoi interni. Attualmente il fondo libraio, composto da circa cinquemila volumi, è prevalentemente collocato presso il centro sociale di Apice nuova, sotto la gestione della Pro Loco. Solo un centinaio di libri antichi si trova nel maniero. I volumi sono quindi passati dalle stanze di un Castello normanno, dove si viveva la suggestione di scrutare il vecchio borgo, i paesaggi e il cortile interno, al fabbricato di un centro polivalente dalle mura lattescenti in cui i libri sono conservati in armadietti obsoleti: luogo decisamente meno seducente per l’otium letterario. La nascita di un progetto bibliotecario e museale ad Apice Vecchia fu voluta dall’ex sindaco Luigi Bocchino che, diversamente da quanto accade oggi, destinava cinque mila euro all’anno per la Biblioteca e i suoi servizi, come il prestito interbibliotecario (ora il tutto è a carico dell’utente). Un sistema per creare indotto di qualità nel borgo, offrendo un servizio ad abitanti, studenti e appassionati. In…
L'antico centro storico non deve diventare un ampolloso centro cerimonie. Urge una considerazione in profondità dell'abbandono quale valore storico ed estetico da salvaguardare Sarà per il ciclo delle generazioni (e delle amministrazioni), ma il Comune di Apice non sembra avere un’idea costante su come tutelare quella parte del paese nota come Apice Vecchia. Abbandonata per il rischio sismico e l’impossibilità di espansione, l’area originaria del centro abitato è oggi un tesoro comune di chi l’ha vissuta, percorsa o fotografata, accarezzandone l’abbandono. Un simbolo di identità e bellezza non solo per gli abitanti di Apice ma anche per quelli di molti paesi vicini, un’impronta della storia la cui fama travalica i confini amministrativi. Una proprietà del Comune con vincoli della Soprintendenza. Nel 2005 Apice Vecchia era, stando al sito del Comune, la “Pompei del ’900”, un “borgo sospeso nel tempo” paradossalmente "salvato" dal terremoto. Leggiamo, dunque: come l’ha salvato il terremoto? «L’ha salvato fermandovi il tempo... spopolandolo. Impedendo che alluminio, plexiglas, insegne luminose, restauri arditi e prove di modernità urbana ne violassero l’armonioso aspetto di un paese del meridione d’Italia fermo agli inizi degli anni Sessanta». Tutto corretto, quasi ovvio, a parte il riferimento a Pompei. Il paragone con la città…
La seconda edizione del 404 Space not Found ha confermato il successo della prima con circa 404 persone paganti al festival del millennio di musica elettronica tenutosi sabato 29 dicembre 2016 a San Giorgio del Sannio, nel Mercato Coperto, inghiottito poche ore prima da un potente e preoccupante buco nero. La serata si è svolta regolarmente come aveva garantito l'organizzazione, e non si è riscontrato nessun disordine, grazie anche ad un servizio di sicurezza e un'organizzazione impeccabili, che hanno garantito la riuscita del Festival. Ad aprire le note è stato Gianni Nicola Selvaggio, carismatico musicista Canadese di casa, per Arbutus Records, dalle potenti doti canore a portata di soul, descritto come un filosofo folle della musica indie, un freak-flag-flying capace di unire Nino d'Angelo, Michael Jackson e Celine Dion e condurre la mente dello spettatore in una dimensione melodrammatica ad altissimo livello tecnico di performance artistica. Non appena usciti dalla dimensione selvaggia di Giovanni, è stato il momento di tornare al synth pop dark di fine anni ottanta, con la splendida Molly Nilsson, cantautrice nonché curatrice anche delle proprie musiche. L'atmosfera coldwave ha accompagnato lo spettatore attraverso il sentiero malinconico dell'orizzonte degli eventi, dove ogni idea viene dimenticata e stravolta…
San Giorgio del Sannio: a poche ore dall'inizio del festival di musiche elettroniche 404 Space not Found, in programma domani 29 dicembre 2016, dove si esibiranno Daniele Sciolla, Sean Nicholas Savage, e Molly Nilsson (unica data italiana), un preoccupante buco nero supermassiccio si è aperto oggi e rischia di inghiottire tutto il Mercato Coperto dove si terrà il Festival. Il «mostro» in questione si trova al centro della galassia, e l'evento ha poi dato origine alla formazione di un getto di materia che si è spostato a velocità prossima a quella della luce e sin dalle prime ore di questa mattina ha iniziato a inghiottire lo stabile. Il Presidente del Forum dei Giovani, preoccupato per la situazione (il buco nero potrebbe aumentare di volume se assorbe materia, quindi non dategli da mangiare) ha però rassicurato il pubblico perché il festival si farà a qualunque condizione spazio-temporale: «Sisisi. Tutto chiaro e ovviamente sisi, come dicevo che è un evento del forum che ha una importanza anche maggiore della fisica quantistica stessa. Quindi l'evento, anche se risucchiato per intero da un buco nero supermassiccio, continuerà a sussistere in diverse condizioni spazio temporali, che io stesso presidierò. Perché quello che programmo è materia,…
La sannita Cooperativa Immaginaria lancia all'Ex Asilo Filangierii il progetto di formazione internazionale “Teatro come strumento per la gioventù”, con 24 giovani trainer da 8 nazioni europee. In attesa d'inaugurare nel Sannio "Alma d'Arte", scuola civica improntata alla cogestione di spazi culturali, come il fortunato ex asilo di Napoli... Tra i vicoli di Napoli e per le aule dell’Ex Asilo Filangieri, divenuto fortunato esperimento di cogestione di spazi comuni e incubatore di cultura: queste le location dello scambio internazionale “Theatre as a tool for youth”, progetto di formazione teatrale multietnica lanciato dalla “Cooperativa Immaginaria” di Benevento con la collaborazione di “Ymca Parthenope Onlus”, finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea. A Napoli, fino al 18 dicembre, si confronteranno con nuove metodologie di arte, musica e teatro 24 giovani under 30 provenienti da 8 paesi europei: Italia, Grecia, Lituania, Croazia, Romania, Slovacchia, Portogallo e Polonia. 5 i principali formatori, provenienti da Italia e Romania, che si avvarranno della collaborazione di 2 maestri d’eccezione: il regista Davide Jodice e il percussionista Antonino Talamo. Sarà una formazione per formatori (“Training for trainer”), condotta attraverso un approccio di apprendimento esperienziale, la “Learning by Doing Methodology”. Al centro dell’attenzione, percorsi creativi sperimentali e buone pratiche teatrali,…
In occasione dei festeggiamenti del decimo anno del Morgana Music Club a Benevento, si sono avvicendati tantissimi musicisti soprattutto nella serata di venerdì, un'orgia musicale che va dai Lemon Haze più Cecilia, ai Pezzhot Chili Peppers a Shark Mc, I Baroni, più varie ed eventuali, fratto il grandissimo maestro del neomelodico e della musica india: Enzo Savastano. E finalmente eccolo lì, davanti a me, con i suoi occhiali da sole, bello come Nino D'Angelo, accattivante come Giggi D'Alessio, non ho potuto fare a meno di chiedere un tozzo di selfie, sentendomi come una groupie, o una bambina timida stupefatta ed emozionata: «Enzo, Enzo, sei un grande. Ci facciamo un selfie?» «Certo» «Enzo però lo dobbiamo fa con il tuo cellulare perché il mio è uno uanavuonavei e non è buono» Ed è stato a quel punto, che ho perso il suo rispetto. Enzo non mi ha concesso la foto ed è salito sul palco a cantare, e io con le lacrime agli occhi tra la gioia delle sue note e la delusione per il mancato selfie non ho potuto fare a meno di ascoltare ugualmente il Maestro, perché rimane sempre un grande. Ma le questioni si sono accavallate durante la…
Amleto † Die Fortinbrasmaschine allo Spazio X di Caserta Ha lasciato la sua impronta sulla pietra, e poi vi è passato sopra Proverbio lamba, Zambia L’incandescenza nivea del buio scalfita da qualche luce improvvisa o lenta, in divenire, la silhouette pallida e tornita di Roberto Latini seduto in un angolo, il biancore del cerone che scherma il volto come una lastra di luce, la profonda e nera mandibola del boccascena che divide e attira con la sua ipnosi centripeta: così gira il mondo nel “Amleto † Die Fortinbrasmaschine [versione radio]” allo Spazio X di Caserta a cura del Teatro Civico 14, si presenta come l’esaltazione dell’ossimoro che garantisce la precarietà e la sicurezza, lo spiraleggiare centrifugo di muscoli e tozzi bombardamenti di florilegio di parole. La prima parola, appunto, è “Amleto”, ma lo si afferma per stemperarlo, per cestinarlo in quanto “recita”. Non è più tempo di “essere Amleto” in scena, o solo in scena?, per questo dilaga lentamente come una gelatina o un virus. “Io non sono Amleto”, le prime parole di Latini, “Non sto al gioco/Non recito più alcun ruolo”. Così, l’attore in scena, smonta la costruzione derubando il pezzo cardine dell'Amleto shakespeariano, cioè, toglie di mezzo dal…
Fabio Testoni in arte Dandy Bestia, storico chitarrista degli Skiantos, festeggia il suo cinquantesimo anno di attività musicale, lanciando il suo primo disco da solista: Giano. Era il 1966 quando il piccolo Fabio strimpellava la sua prima chitarra, regalo di nonna Lucia, già appassionato dei Beatles, che stavano stravolgendo le leggi della musica, e che, un anno prima, a soli 13 anni (1965), ebbe modo di ascoltare in un concerto pomeridiano a Milano, scappando di casa. Insieme a Gigi e Andrea, ho incontrato Fabio al Caffé dei Tribunali (Bologna), e degustando dell'ottimo San Giovese di Imola da 14° abbiamo fatto quattro chiacchiere in simpatia. Subito ci ha mostrato a grandi linee la simbologia che attraversa i brani: «il Giano Bifronte era il dio della pace della guerra, l'eterno dualismo tra bene e male, il passato e il futuro, nella stessa personalità convivevano delle contraddizioni. E nel disco cerco di dire questo, che le contraddizioni vanno esperite, entrambe le parti della stessa personalità vanno frequentate ed esperite per capire dove si vuole andare davvero, ma soltanto attraverso l'esperienza, tu riesci a capire dove devi andare. Giano è un disco che è un po' questo, è l'uomo disorientato di fronte alle occasioni…
Una drammaturgia di Nick Payne apre la stagione teatrale della Solot Herman Minkowski ha scritto: «D’ora innanzi lo spazio in sé e il tempo in sé sono condannati a dissolversi in nulla più che ombre, e solo una specie di congiunzione dei due conserverà una realtà indipendente: lo spaziotempo». Agostino d’Ippona, il vescovo vissuto tra il IV e il V secolo che la Chiesa ha eletto a proprio dottore, aveva un atteggiamento quantomeno biunivoco con l’idea di Tempo: «Il tempo? Se non me lo chiedi so cos’è. Ma se me lo chiedi non lo so più». E il tempo è stata la parola chiave che ha dato il via alla nuova stagione teatrale di "Obiettivo T" promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento in collaborazione con l'Associazione culturale Motus. In scena lo spettacolo “Costellazioni”, opera del drammaturgo inglese Nick Payne. Due attori, Aurora Peres e Jacopo Venturiero, guidati dalla regia di Silvio Peroni per una produzione KHORA.teatro. Con sguardo essenziale e nitido, Silvio Peroni dirige uno spettacolo che pone la sfida impossibile di portare alla luce una storia dal tempo non cronologico ma simultaneo. Un puzzle di frammenti sconvolti che promette di dare battaglia alla nostra concezione del tempo. Forse…
Filippo Cannata ha le idee chiare su "Streghe in luce" evento che animerà il prossimo Natale in città. "Sarà una festa dedicata ai bambini – dice senza tanti fronzoli il ligth designer che curerà l'architettura luminosa delle prossime festività". Un progetto ambizioso portato avanti con poco budget, solo 50 mila euro, e tanta passione, competenza e creatività. In realtà, nessuno lo dice apertamente, ma il modello che si vuole imitare è una sorta di ideale miscela tra quanto realizzato a Salerno e quanto fatto a Giffoni, non a caso il fondatore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi, ha partecipato alla prima riunione operativa dell'evento sannita. Si cerca quindi il mix perfetto tra lo spettacolo della luce e il magico entusiasmo che solo i bambini sanno donare. Tuttavia i due riferimenti sono talmente blasonati che, dopo aver guardato nel portafogli, anche solo citarli mette a disagio. "E' vero - ammette Cannata -, il budget almeno per quest'anno non è molto alto ma la finalità resta quella di creare un percorso virtuoso ed originale che possa unire lo spettacolo degli addobbi luminosi alla messa in risalto della storia del territorio, delle sue caratteristiche, della sua unicità. Salerno, per quanto è stata in…
Tornano le straordinarie avventure dei ragazzi di Edimburgo, tratte dal romanzo Porno (sequel di #Trainspotting) uscito nel 2003. Il 27 Gennaio 2017 è la data magica per la Prima (23 febbraio 2017 in Italia), già in rete il Trailer ufficiale che ha raggiunto in meno di 24 ore tre milioni e mezzo di visualizzazioni. E torna anche Irvine Welsh sui grandi schermi e lo fa come al solito, correndo: Scegli la vita... scegli facebook, twitter, instagram... Correndo alle spalle del tempo, dieci anni dopo la grande truffa di Renton, e vola in Easy Jet tra Amsterdam, Londra, Edimburgo, e un' altra città, francese, come si scoprirà poi. La corsa di Porno è un continuo intrecciarsi di personaggi che molto spesso si sfiorano, si accarezzano, senza mai incontrarsi: ai soliti Spud, Renton, Begbie, Sick Boy, si aggiungono Nikki, e Gas Terry (Spin off da Colla), con qualche ritorno più varie ed eventuali, fratto le esigenze della sceneggiatura. Al dilemma del drogato del vecchio millennio, si sostituisce l' Ideona del nuovo, e se la trama potrebbe destar qualche sospetto non appena dopo la metà del romanzo, le Puttane di Amsterdam saranno la scenografia perfetta nonché necessaria, attraverso la quale, prenderà forma la…
Sembrava avesse messo la testa a posto Marco Ciriello, che con il suo ultimo romanzo, Assassinio sulla Palmiro Togliatti, si era dato al classico Noir, omologandosi finalmente alla richiesta di un pubblico abitudinario che vuole essere sempre più rassicurato che spiazzato. Invece no. L'autore dribbla tutta la sottostruttura dei giallisti qualunquisti e quello che viene fuori, è un “noir dadaista”, lo si intuisce da subito nelle prime righe del primo capitolo, sporcato dal linguaggio vernacolare del romanaccio stretto, iperbolico, che detta subito le coordinate ludiche per il gioco letterario dinamico, il cui unico comandamento, unica rassicurazione che il lettore incontrerà, è il “Castigat Ridendo Moris”: conoscere i costumi del male deridendolo. Un Thailandese, un Nigeriano, un Russo, un elefante, una scimmia, una ex suora e il commissario Crotone, sono solo alcuni degli strambi personaggi che popolano la Roma in direzione Palmiro Togliatti, un non luogo dove la toponomastica sembra riflettere il fallimento delle ideologie rosse, e dove la ruggine del postmodernismo restituisce la stratificazione della realtà, per inseguire la lingua nel linguaggio, da perfidi blogger Pissy Pissy più simili a sciacalli, fino ai giallisti convinti, presi in giro per “quello che fanno ma che non sanno fare”: distorsioni mediatiche e…
Cosa è la vita se non un flusso di immagini? Cosa se non un’orgia frenetica di corpi, alberi, capre e cose per mezzo che si accavallano impazzite e casuali inghiottite come flusso d’acqua in un famelico gorgoglio di retine? L’associazione AmArte, la scorsa domenica in un’affascinante masseria della periferia sannita, la tenuta del marchese Mosti, ha invitato alcuni appassionati di fotografia per avviare un’originale competizione fotografica. Una gara come una battuta di caccia, senza volpe, senza cani, senza fucili e sangue. Solo natura, campagna e occhi. Un gruppo armato di macchine fotografiche e cellulari che hanno perlustrato la magnifica ruralità beneventana in cerca dell’immagine perfetta, quella col mondo dentro. Un’ora di tempo ed un paio di scarpe da sacrificare, da immolare alla umida terra, battuta da un tiepido e rapido sole. Tra alberi, sentieri ed animali al seguito, la comitiva di cercatori d’immagini s’è dispersa e ritrovata in posizioni strambe o con gli occhi al cielo. Un’umanità avanguardista che ha filtrato il mondo da uno schermo, che lo ha puntato e ha premuto per osservarlo, per fermarlo, per capirlo. Che lo ha cercato in vecchie fontane, in capannoni abbandonati, tra steli d’erba o dentro il recalcitrante posteriore di un asino…
Una delle frasi attribuite a Banksy, la figura più popolare, misteriosa e volontariamente o involontariamente meglio riuscita per la promozione del fenomeno della Street Art è questa: “Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata, dimenticano che l'invisibilità è un super potere”. Qualcosa del genere devono aver pensato gli organizzatori dell’ "Ortika Big Family", che hanno reso l’arte dei graffiti urbani, per la X edizione della manifestazione, temporaneamente “invisibile” in città e dai suoi luoghi di nascita e crescita per portarla in fattoria. Un’idea originale ma non una novità assoluta per l’Ortika Big Family, uno degli appuntamenti di street art più longevi del Sannio, che torna in campagna e nella sua terra natìa, Dugenta, a 10 anni dalla sua prima edizione. Questa volta però oltre all’insolito contesto agreste, il mini festival organizzato dall’associazione culturale "L’Agorà", aggiunge una valenza sociale. Il 22 e 23 ottobre, infatti, writers e pubblico saranno accolti presso la fattoria sociale Melagrana che ospita la comunità per minori "Tetto Rosso". Una realtà che opera dal 2005 sul territorio provinciale offrendo un tetto e una prospettiva di crescita a minori in difficoltà. “L’integrazione razziale e la promozione dei diritti…
Efestoval: Saverio La Ruina chiude la seconda edizione del Festival dei Vulcani “In qualche luogo bruciano re, / in qualche luogo girano ruote, / corrono treno, / si vincono guerre, / si fanno cose / in qualche luogo lontano da qui, non qui. / Qui noi dipingiamo paraventi. / Sì… la composizione di paraventi”. Così, in un suo musical dal titolo Pacific Overtures, Stephen Sondheim tratteggia il Giappone del 1853, subito prima, cioè, che le cannoniere americane forzassero i suoi porti, aprendolo al mondo. È lo schizzo di un paese appartato, calmo, autosufficiente, o, se si preferisce, la spiritosa caricatura dei suoi abitanti sognatori ed esteti, che dipingono serenamente paraventi mentre al di là del mare Europa e America si trasformano in civiltà industriale affrontano rivoluzioni e buttando le fondamenta per un loro fututo massacro. È una rappresentazione che qualche volta gli stessi giapponesi hanno voluto dare di sé, e in questa ottica si può leggere la più famosa tra le loro immagine, La grande onda del grande artista Hokusai. A prima vista siamo dinanzi a una bella immagine di un’onda blu, mentre in lontananza si staglia impassibile la cima incappucciata di neve del monte Fuji. Sembra il simbolo di…
Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Bulgaria, Romania e Turchia: queste le nazioni coinvolte negli scambi internazionali targati Erasmus+ che si terranno fino a novembre nella provincia di Benevento, per mano di "Ymca" e "Cooperativa Immaginaria". A ottobre parte a San Giorgio del Sannio "Social Theatres United" sullo scambio di buone pratiche teatrali... E’ iniziato in leggero anticipo sull’autunno astronomico l'autunno interculturale sannita, determinato dalle progettualità incrociate dell’associazione napoletana “Ymca Parthenope Onlus” e della “Cooperativa Immaginaria” di Benevento, impegnate nell’ambito del volontariato e dell’educazione non formale. Il 22 settembre si è chiuso a Sant’Agata de’ Goti un appuntamento preliminare con giovani provenienti da Estonia, Lituania, Polonia, Romania e, ovviamente, Italia. Durante l'APV (Advanced Planning Visit) i giovani "team leader” delle 5 nazioni hanno lavorato, nel comune saticulano, ai preparativi dello scambio internazionale “Il Cratere di Europa, simbolo delle differenze” (in breve "Krater"), organizzato dalla Cooperativa Immaginaria di Benevento per il prossimo novembre. Cofinanziato dal programma “Erasmus+” dell’Unione Europea, lo scambio interesserà per 12 giorni il comune sannita dove negli anni Settanta fu ritrovato il celebre vaso realizzato nel IV secolo a.C. dal ceramista Assteas e raffigurante il mito del ratto di Europa. Riferendo del rapimento della bella fanciulla di nome Europa da…
Un rarefatto “I giganti della montagna” in scena all’Efestoval Può esistere il teatro senza spettatori? Ce ne vuole almeno uno per parlare di spettacolo. E così non ci rimane che l’attore e lo spettatore. Possiamo perciò definire il teatro come “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”. Tutto il resto è supplementare – forse necessario, ma supplementare Jerzy Grotowski Sospendendo il discorso sulla marginalità dell’esperienza teatrale nella contemporaneità, il Teatro di oggi si trova a dovere riflettere sulla corrosività che i movimenti d’avanguardia hanno applicato e duplicato sulla sua carne. Il Teatro è stato smembrato nei suoi diversi fattori: il testo e la scenografia, i costumi e la recitazione, la coreografia e le luci, perfino lo spazio e il pubblico si pongono ora come un repertorio di elementi che possono essere combinati tra loro nei modi più differenti in vista di un risultato complessivo, o anche senza nessuno scopo predeterminato. È questo il senso se vogliamo più esteriore di del concetto di sperimentazione teatrale vicino, in un certo modo, a quello dell’esperimento chimico: si prova a mettere insieme un certo gesto con un certo suono e si osserva la reazione. La messa in scena non è più una struttura…
In uno spazio arcadico circondati dall' atmosfera didattica di carattere demo-etno-antropologico del museo dell'agricoltura, il Musa, nei pressi di Benevento, si è svolto il Soundproof Festival, una manifestazione concepita come “un modo di guardare la città in divenire” attraverso i circuiti sonori del down tempo di esponenti della musica indipendente di tutto rispetto. Il rapporto tra uomo – terra – macchina e musica prende forma tra i beat lisergici di Yakamoto Kotzuga, campionamenti morbidi inserti in pattern elettronici di matrice down tempo rallentata a sua volta, dove il 2-step si fonde con l' hip hop, e le trame intimamente ambientali e cinematiche della “bedroom-tronica”, aprono squarci sconfinati al di là dell'orizzonte onirico, che si lascia ineluttabilmente il tramonto alle spalle: Hermit. Nella serata del 3 settembre aprono i Policrom, e i Landlord seguono Yakamoto, ma è al termine della performance degli Inude, aspettando i Populous, che il dj set d'intrattenimento parziale, propone un classico dalla contemporaneità, un mantra dell'elettronica contemporanea, il principio di ragion sufficiente del suono risalente al 1997, Daftendirect: prima traccia del capolavoro dei Daft Punk Homework: brividi e sensazioni mistiche. Alla domenica tutto inizia dopo il tramonto con The Delay in the Universal Loop, un po' castigato…
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