Sabato, 31 Dicembre 2016 19:03

404 Space not Found: il festival presidiato all'interno di un buco nero

Luca Mirra Scritto da 
La seconda edizione del 404 Space not Found ha confermato il successo della prima con circa 404  persone paganti al festival del millennio di musica elettronica tenutosi sabato 29 dicembre 2016 a San Giorgio del Sannio, nel Mercato Coperto, inghiottito poche ore prima da un potente e preoccupante buco nero
 
La serata si è svolta regolarmente come aveva garantito l'organizzazione, e non si è riscontrato nessun disordine, grazie anche ad un servizio di sicurezza e un'organizzazione impeccabili, che hanno garantito la riuscita  del Festival. 
 
Ad aprire le note è stato Gianni Nicola Selvaggio,  carismatico musicista Canadese di casa, per Arbutus Records, dalle potenti doti canore a portata di soul, descritto come un filosofo folle della musica indie, un  freak-flag-flying capace di unire Nino d'Angelo, Michael Jackson  e Celine Dion  e  condurre la mente dello spettatore  in una dimensione melodrammatica ad altissimo livello tecnico di performance artistica.
 
Non appena usciti dalla dimensione selvaggia di Giovanni, è stato il momento di tornare al synth pop dark di fine anni ottanta, con la splendida Molly Nilsson, cantautrice nonché curatrice anche delle proprie musiche. L'atmosfera coldwave ha  accompagnato lo spettatore  attraverso il sentiero malinconico  dell'orizzonte degli eventi, dove ogni idea viene dimenticata e stravolta infinite volte. Quasi impossibile da descrivere, ma assolutamente da provare. Peccato che questa fosse l'unica data italiana del suo tour mondiale. 
 
Il gran finale è stato tutto italiano con  Sciolla, che ha trasportato lo spettatore fuori dagli intimismi inconsci  dei primi due artisti, teletrasportandolo letteralmente al di fuori del proprio Sé e facendo muovere più di quattrocento culi. Originario piemontese, regione da sempre produttrice di ottime sonorità elettroniche, ha chiuso qualunque discorso sull'errore del 404 con  le danze.
 
L'atmosfera post industriale di capannoni turgidi e umidi ha lasciato spazio a  circa quattro ore di musica elettronica  attraversata da dimensioni parallele, anche poco confutabili tra loro in un festival variegato, che ha avuto un richiamo nazionale ed è stato inoltre il primo Festival di arti  elettroniche nel Sannio.
 
Il buco nero è stato presidiato costantemente dal Presidente dei Presidenti in persona, contro qualunque tipo di disgregazione e pitturazioni  residue della materia, dovute allo smottamento del continuum spazio temporale. 
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