Venerdì, 29 Settembre 2017 11:34

"Termoclino Marinella" la personale di Adriano Annino da Nuvole Arte

Redazione Scritto da 

Sabato 30 settembre 2017 alle ore 18,30 sarà inaugurata presso la galleria Nuvole Arte Contemporanea in via IV Novembre (I traversa) a Montesarchio (BN) la mostra di ADRIANO ANNINO Termoclino Marinella

Dal testo critico a cura di Domenico Maria Papa: "Della storia dell’arte sono imbevuti i nostri sguardi. È  difficile  guardare  un campo  di  girasoli, senza  per  un momento pensare  a  Van Gogh, o  l’esile  figura  di  una donna  in un  bistrot senza ricordarsi di Degas o ancora fischiettare un can can, evitando un  richiamo a  Toulouse - Lautrec.  E  questo  non  capita  solo  allo studioso  appassionato  di belle arti: grazie al  diluvio di immagini del quale siamo vittime dipendenti, ci  esponiamo alle donne  voluttuose di Klimt, alle  forme  sinuose di Rodin, agli sberleffi di Dalì, molto più di quanto non sia capitato a uno storico di una o due generazioni fa, dai  magneti  attaccati sul  frigorifero, alle  onnipresenti borse  di tela che  dichiarano  la  visita  fatta  a uno degli  imperdibili  musei di una capitale   europea,  fino  alle   babbucce  che  scaldano   le   serate invernali,  decorate motivi  impressionisti. Della storia  dell’arte sono talmente  imbevuti i  nostri  sguardi che è ci  è  ormai  difficile  stare davanti a un dipinto e provare ancora un originale stupore estetico, senza, in altre parole, che si faccia strada un sottile senso di déjà - vu. Èb forse questa la fine della storia dell’arte? bUna possibilità di brecuperare un approccio originario, innocente, e perciò ancora capace di meraviglia, è quella che sembra darsi Adriano Annino che, andando oltre l’icona, affonda il pennello nella carne viva del capolavoro, per coglierne il respiro più profondo. L’artista guarda alla pittura  del passato e in particolare a due suoi artisti totem: Otto Dix e Théodore Géricault. Cosa accomuna due nomi così distanti per epoca e cultura? Forse, il fatto che entrambi si sono avvicinati ai propri soggetti indagandone gli intimi processi trasformativi, di perdita e deterioramento. Géricault è il testimone dell’involuzione dell’estetica romantica, Otto Dix narra la società tedesca tra le due guerre. E non si tratta di un decadimento metaforico. Dix mette in rappresentazione corpi consumati dal vizio, Géricault giunge a nascondere sotto il letto le teste mozzate di due condannati a morte per poterne descrivere accuratamente il disfacimento. La pittura è, per questi artisti, essa stessa azione corrosiva e, al tempo stesso, presa di coscienza. È un atto aggressivo per poter afferrare il senso profondo delle cose. È questa la lezione che Annino trae dai suoi maestri: agire sull’immagine, anche a costo di accelerarne i processi di trasformazione, renderne una plasticità essenziale che sfugge a ogni ordine e domanda di armonia. Lacerare l’unità del quadro. Annino dichiara di avere intrapreso questo personalissimo percorso a seguito di alcune riflessioni sulla percezione, fatte nel corso di un’immersione subacquea. Si sa che un fluido come l’acqua tende a distorcere geometrie e colori, uniformando tutto quel che si vede in un cangiante scomporsi e ricomporsi di figure. Né più, né meno come fa il tempo con gli uomini e le cose, ma in modo più palese e veloce. In occasione dell’intervento alla Galleria Nuvole Arte, Annino, già frequentatore di fusioni tra strati, di linguaggi tra pittura e suono, aggiunge alla serie Termoclino, un sonoro dato da un singolare innesco. Un nome, Marinarella, tratto dalla tradizione del luogo, diviene il pretesto per un richiamo alla canzone di De André, ma anche alla Marinarella overture concertante di Julius Fucik, a un madrigale di Monteverdi. Ma non basta, il passaggio, appunto termoclinale tra musica colta e popolare si fonde con i rumori di un locale cittadino, giocando ancora tra alto e basso, tra immediato e distante, sui diversi piani della rappresentazione. La metafora del mare e in particolare del termoclino, ovvero del passaggio tra acque superficiali e acque profonde è dunque l’immagine alla quale l’artista ricorre per dire del modo con cui tratta la pittura e i suoi autori, del modo con cui, forse con dolorosa passione, si avvicina alla storia dell’arte per trarne ancora una volta materia viva e pulsante, com’è la sua pittura. Del modo con cui dalla superficie della materia pittorica, scandaglia le correnti profonde e invisibili dell’arte".

DMP

Orari: lunedì/sabato 9.00/13.00 - 17.00/20.00 - domenica su appuntamento +39 0824835518
www.nuvolearte.org - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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