Lunedì, 03 Marzo 2014 14:16

Il Mezzogiorno che divide

Redazione Scritto da 

A San Giorgio del Sannio la questione meridionale riemerge nel dibattito politico... Ma di meridionale ci sono solo i toni da sceneggiata napoletana

Per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali”, o meglio assegnava, poiché dal 2001 il riferimento dell'articolo 119 della Costituzione del 1948 al riequilibrio Nord-Sud è molto più sfumato (v. Legge Costituzionale 3/2001). Si parla infatti, più genericamente, di “rimuovere gli squilibri economici e sociali”.

Si pensi addirittura che, nel 1947, il riferimento ai drammi del Sud sembrava ancora troppo vago, tanto che il 4 dicembre di quell'anno una compagine di onorevoli pose all'Assemblea Costituente un ordine del giorno mirato ad affermare “il dovere dello Stato” di provvedere allo sviluppo del Meridione con stanziamenti di carattere straordinario “con precedenza su tutte le opere con carattere nazionale”.

La questione è tornata agli onori della cronaca alla conferenza di “Mezzogiorno Nazionale” tenutasi a Napoli lo scorso 10 febbraio. I promotori Pasquale Viespoli e Mario Landolfi hanno affermato che “il Sud è stato cancellato prima dalla Costituzione e poi dal dibattito politico (…) per responsabilità dei due grandi partiti, Pd e PdL, incapaci di visione e rappresentanza nazionale”.

Al sindaco di San Giorgio del Sannio Claudio Ricci il riferimento alle colpe del PD non è proprio andato giù quando, nello scorso consiglio comunale, il consigliere di Nuova San Giorgio Giovino Carpenella ha chiesto di votare una delibera consiliare per ripristinare il riferimento al Meridione nell'articolo di cui sopra, come proposto dall'associazione “Mezzogiorno Nazionale”.

“Viespoli vuole utilizzare il Mezzogiorno per ricostruirsi una verginità politica ma non accetto lezioni di meridionalismo da chi è stato alleato con la Lega”, è stata la risposta secca del sindaco. “E per questo voti contro il Mezzogiorno”, è stata la replica immediata. Il confronto-scontro in aula ha registrato toni da stadio e il consigliere di minoranza ha ritenuto di intervenire sulla questione con un'apposita nota, affermando che “la modifica del titolo V, con conseguente eliminazione del Meridione dalla Carta Costituzionale, è opera del Centro sinistra cui Ricci appartiene e non della Lega o dei suoi alleati”.

Come da indicazione evangelica, il mondo è “diviso contro se stesso” e il Mezzogiorno non fa eccezione. Pare tuttavia che maggioranza e opposizione del Comune di San Giorgio abbiano concordato di affrontare insieme la questione meridionale nel prossimo consiglio. Il Sud è salvo.

(apl)

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