Giovedì, 16 Aprile 2015 17:41

Riflessioni sull'avvincente battaglia per il trono della Pro Loco

Redazione Scritto da 
Riceviamo e pubblichiamo
 
C'era una volta un tempo in cui internet non esisteva né tantomeno i mezzi di comunicazione di massa, le persone parlavano tra di loro e si scambiavano idee guardandosi negli occhi. 
Purtroppo questo tempo non esiste più, è sopraggiunta inesorabile l’epoca in cui tutti vogliono sentirsi delle star, dove quel che conta è apparire a tutti i costi, mostrare la vita piuttosto che viverla. Stiamo arrivando al parossismo che per uscire il sabato sera si invierà un comunicato stampa al Sannio: Rossi sentenzia: "stasera tutti al Beerbante" replica secca di Esposito: " con Lucariello non ci sto! propongo Affuoco". 
 
Ha ragione il mio venerabile amico Alessio, la triste verità che emerge dalla diffusione dei social network è che l’uso della libertà di espressione e parola è spesso un abuso. Diceva Nicolas Dàvila “la libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene, non sa che farsene”. 
È l’era dell’ipocrisia e della mistificazione in cui il lupo si traveste da agnello, in cui navigati politicanti, fino a ieri zerbini del potente di turno, sventolano il vessillo di Che Guevara professandosi rivoluzionari e portatori del bene assoluto. Come direbbe il claudicante Battiato "viviamo strani giorni "
 
Mario De Gregorio
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