Giovedì, 18 Marzo 2010 21:11

INTERNATIONAL VALLE CAUDINA

Redazione Scritto da 

Indagini del melting-pot ferroviario, su una delle tratte più antiche del pendolarismo sannita

di Alessandro Paolo Lombardo

Un treno attraversa la Valle Caudina, stretta nella morsa di due province e due monti, Partenio e Taburno, Avellino e Benevento, fermando a San Martino Valle Caudina, Cervinara, Rotondi e Paolisi, Arpaia e Airola. Tocca poi Caserta (con le fermate Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello, Cancello) e giunge a Napoli. A questa tratta inclusiva, che unisce quasi tutte le province campane, corrisponde una pari inclusività di frequentazioni… Sono le tre del pomeriggio di domenica e il vagone dove viaggia il sottoscritto conta 32 passeggeri. Ad una prima occhiata, almeno 20 hanno sembianti marcatamente esotici.


Cerchiamo d’indagare questo melting-pot ferroviario. Ahmad è seduto accanto a me ed è egiziano (evito accuratamente la formula “di origine egiziana”, pleonasmo viziato che tende a scindere l’origine dall’essenza). Lavora a San Felice a Cancello in una fabbrica di vetro. Era a Napoli per fare compere di vestiti assieme al connazionale Paolo, che invece fa il muratore a Sant’Agata dei Goti (“paese antico”, mi dice compiaciuto, e un egiziano di certo se ne intende… d’antichità). Hanno compreso che a Napoli “c’è molta più roba e più conveniente”. La comprensione è già una mezza integrazione!).
In Egitto c’è tanto lavoro, mi dicono… ma pochi soldi! Per questo sono nostri ospiti. Sfruttano spesso le ferie per tornare all’origine. Diversamente Igor, ucraino, che detiene il primato “lunga distanza” nel nostro vagone. Non vede moglie e figli da 8 anni. Lavora come muratore a Santa Maria a Vico anzi come “masto”, perché dirige altri operai ucraini. Lavora bene? Lo chiediamo a Gennaro, che è di Santa Maria ed è appena entrato nel treno durante la fermata. Risponde: “E’ robba bbona!” e accompagna le parole col gesto solitamente utilizzato per indicare un cibo squisito. Nel prossimo articolo cercheremo di capire se Gennaro è un cannibale.
In Ucraina Igor faceva il carabiniere ma “quando è crollata Unione Sovietica tutto chiuso, tutti rubare, anche ministri, e io consegnato patente di carabiniere”.
“Tu hai conosciuto carabiniere!” – mi dice Maria e scoppia a ridere assieme a Nadia. Sono entrambe ucraine ma Nadia batte Maria per 4 denti d’oro ad 1. Sfoggia quello che fin da piccoli, dai primi approcci con badanti di bisnonne e trisavoli, ci colpisce caratterizzando il sorriso ucraino. “Il punctum (semplicisticamente: ciò che ci colpisce in un’immagine, ndr) può essere maleducato” – dice Roland Barthes. Per descrivere il lavoro di Maria e Nadia uso la loro definizione: “Notte e giorno vicino vecchiarelli”. I termini tecnici e sintetici uccidono un po’ l’anima delle cose.
Vende “cose del mio paese”, il Bangladesh, Altaf. E’ giunto dieci anni fa a Benevento, dove già si trovavano alcuni suoi amici. Ha moglie e figli con lui e non torna al paese natìo da appena un anno (due per Nadia e Maria).
E’ un mese che Laura non vede sua madre. Lavora nella nostra città come “terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva”. La parola “neuropsicomotricità” mi suona non più comprensibile di alcune espressioni russe usate da Igor, ma Laura non ha denti d’oro quindi non può essere russa. E’ di Roma. Assieme alla collega Maria Giovanna si trovavano a Napoli per un corso di aggiornamento. Maria Giovanna, beneventana, non vede sua madre solo dal mattino. La rimprovero per essere l’ultima nella classifica “lontani da casa e parenti” e lei si giustifica così: “In qualche misura si può dire che non vedo mai i miei genitori perché tutto ciò che è quotidiano scompare dai nostri occhi”.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” recita un aforisma attribuito variamente a Voltaire e a Marcel Proust. La valle caudina è una delle terre più rinomate della nostra antichità, luogo delle celeberrime e celebrate forche. Non è una terra nuova. Eppure, per il suo porsi come suolo di passaggio e scambio (ora come millenni fa), l’International Valle Caudina può rinnovare il vostro sguardo. (Purché sia uno sguardo curioso, vi troverà bizzarrie e alterità… nonché qualche tossico. A voi la scelta sull’ora appropriata per viaggiare).

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