Alessandro Caporaso Scritto da  Alessandro Caporaso

Una vecchia vasca di eternit abbandonata in bella mostra vicino lo svincolo per Castelpoto

di Alessandro Caporaso

A girare per la città, nonostante la conclamata pericolosità, non risulta purtroppo difficile trovare ancora manufatti realizzati in eternit. Quello individuato, però, vicino lo svincolo che da Benevento porta a Castelpoto, è molto evidente e la scritta che campeggia su di esso, non lascia molto spazio al dubbio. Una vasca che, inoltre, presenta vistose lesioni agli angoli. Il marchio Ethernit, a scanso di equivoci, è ben visibile a tutti.

Il fibrocemento, o cemento-amianto o ancora, dal nome del maggiore produttore, Eternit, è una mistura di cemento e fibre con un'elevata resistenza alla trazione. I manufatti ottenuti con questa mescola, però, oltre ad essere molto resistenti alla corrosione, alle alte temperature ed ancora all’usura, le sue polveri, come è stato dimostrato, se inalate possono provocare l’asbestosi alla quale potrebbero associarsi tumori delle pleure, ovvero il mesotelioma della pleura, e dei bronchi, in caso di esposizioni prolungate.

Aeternitas, dal quale nel 1901 l'austriaco Ludwig Hatschek fa derivare il nome dell’attuale pericolo, eternit, sembra evidenziare non soltanto per ironia della sorte la breve durata del prodotto in se, ma soprattutto il pericolo per l’eternità.

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