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Le lacrime, le critiche e la panza di Maradona... L'Argentina si qualifica ed è Leo Messi a sbloccare l'universo degli Impreprobabili aprendo le danze nella prima “finale” dell'Albiceleste contro la Nigeria in piena lotta per il secondo posto e l'accesso alla fase successiva del mondiale Russia 2018. Messi parcheggia di destro l'Argentina agli ottavi, ma come di destro? Si chiedono i tifosi argentini, increduli. Sì, di destro! Chi? Leo Messi! I casi di ossimoro polivalente astratto sono tipicamente costanti nel mondo del calcio. Se il numero 10 di sinistro non funziona con la Croazia e si lascia ipnotizzare dall'islandese Halldórsson nella prima gara a soli 11 metri, con il destro sblocca tutta l'Argentina compreso Maradona che da spettacolo in tribuna, ma, che fino a prova contraria aveva dato abbondante fiducia al numero 10 sostenendolo nel suo momento peggiore. Touché mon Dieu. Se Maradona aveva previsto tutto, mieux, aveva dato abbondante fiducia a Leo persino dopo lo 0 – 3 contro la Croazia, lontano anni luce da Diego in un'altra galassia, una piccola casa di produzione video, la Pluffer Movie Lab, aveva addirittura previsto con quale piede Messi avrebbe parcheggiato la Smart, pardon, l'Argentina agli Ottavi: il destro. La Pluffer Movie…
Cheick Diabaté fa sognare il Benevento e Lo Sciagurato Mughal si da al salto con la statistica doppio carpiato...
Benevento – Juventus termina 2 – 4, in una partita pirotecnica e densa di emozioni, combattuta in maniera eccelsa dai sanniti, che hanno regalato spettacolo e hanno tenuto testa almeno fino all'82' contro una compagine che non ha bisogno di presentazioni, ma che di certo non ha disegnato un buon calcio sul rettangolo da gioco. I tifosi bianconeri infatti hanno dovuto aspettare e sospirare (forse troppo?) prima di avere la tranquillità della vittoria in tasca. Il tabellino la dice lunga, la Juventus soffre e ha bisogno di due rigori per consacrarsi ancora capolista a pieno titolo, nella bolgia giallorossa del Ciro Vigorito, non bastano gli “intrusi” a rovinare lo spettacolo, l'asse Diabaté – Brignola tiene sospeso nell'aria il risultato e lo Stregone come un funambolo sull'orlo del precipizio fa buona guardia, sfrutta le ripartenze e intimidisce la Vecchia Signora, troppo amareggiata e stanca forse dalla partita con il Madrid, ma in questo sabato pomeriggio, la Juventus della capolista non c'ha manco indosso le calze. Quando al 12' i bianconeri iniziano a fare i capricci e a implorare Pasqua, è solo l'anticipo di un atteggiamento forse troppo infantile e magari anticalcistico: “Papino me lo dai il rigore? No se non fai…
Il Benevento perde anche con il Cagliari, 1 – 2 è il risultato pesante come un macigno da 1000 mila tonnellate che matura negli ultimi minuti di gara. Episodi? Meglio non parlarne... Se la sfortuna avesse una formula specifica di sicuro la costante vettoriale sarebbe X + Benevento – 1, ma sia ben chiaro, soltanto nella formula applicata alla stagione di Serie A 2017 – 2018. E sia ben chiaro inoltre, che questa formula giallorossa è solo ed esclusivamente santificata da stregoni matematici distratti, vestiti di nero, che si aggirano tra il campo e le linee nemiche, perché per il Benevento neanche la tecnologia Var può risollevare le sue sorti: non funziona mai... a favore. Dettagli. Inutile rinvangare gli episodi a favore mai sanzionati, si rischierebbe di riempire solo fascicoli e fascicoli di inutili chiacchiere da bar e X + Over, X + Under e così via. La realtà è amara e la matematica ormai condanna i giallorossi. Nonostante il lavoro svolto da De Zerbi e la volontà di giocatori come Sandro o Brignola, il Benevento c'è ma non si vede e viene risucchiato sempre di più da quel bellissimo campionato a 22 squadre che non è altro. Brignola colpisce…
18 Febbraio 2018

Orgasmo multiplo Giallorosso

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Scegliete di andare a vedere il Milan, scegliete l'Inter, o tifate per altri 20 anni la Juventus nell'attesa di marcire sperando che vinca la Champions League... Non ci siete neppure vicini lontanamente a provare delle sensazioni. Scegliete il Napoli e sognate lo scudetto aspettando il ritorno di Maradona, scegliete l'Inter e godetevi un sano ed equilibrato masochismo isterico. Scegliete la Roma e proclamate Totti come vostro unico Dio e Nainggolan come personale fornitore di alcolici e diletto. Scegliete di andare a marcire tra i tifosi della Lazio o rincuoratevi con i buoni risultati dell'Atalanta. Ancora non ci siamo. Scegliete di tornare indietro nel tempo e di andare a vedere l'ultimo Benevento – Crotone quel maledetto 21 giugno 2009 e piangete sangue al triplice fischio. Ecco, adesso si che ci siamo. Scegliete la Serie C ma beccatevi un daspo di 3 anni e tornate al Ciro Vigorito con il Benevento in Serie A, ma quale goduria? Per godere bene sono necessari i campi da Serie C e le bombe che esplodono incontrollate, ma quando al 10 minuto e 41 secondi Nalini serve Crociata che la mette dentro e il Crotone passa in vantaggio, allora sì che si entra nella consapevolezza esistenzialista…
(Intervista villanzona) Mai Stati Lì è uno dei programmi ironici più seguiti nel Sannio e non solo, un programma sportivo che dal gennaio 2012 racconta ogni lunedì su Radio Città tutte le peripezie del Benevento Calcio per chi (come dice sempre Gerardo) ha contratto questa piacevolissima malattia giallorossa e anche per tutti gli appassionati e le appassionate di sport. Un organico in perfetta sintonia, un tridente d'attacco a trazione ultra ironica attraverso cui Massimiliano Mogavero (giornalista sportivo e voce tecnica), Gerardo Dello Iacovo (voce ironica e uomo spogliatoio) e Andrea de' Longis (organizzazione e mediazione villanzona), allenati e coadiuvati dal “metronomo tecnico” Mario La Monaca (Direttore Radio Città), regalano un'ora di intrattenimento e interviste nell'etere a cui ben più di 20000 persone hanno dato la benedizione cliccando mi piace alla pagina facebook del programma: “quello che la mamma ti dice di non ascoltare”. L'intervista comincia con ringraziamento particolare che lascia già immaginare i risvolti delle risposte: Grazie dell’intervista, è rarissimo trovare gente così coraggiosa da sporcare il proprio giornale con le nostre facce e la nostra storia. Siamo pronti. Come, quando e perché è nato il programma radiofonico Mai Stati Lì? Ufficialmente il 20 Gennaio del 2012, in seguito a…
23 Gennaio 2018

Futurismo Giallorosso

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(Riassunto delle puntate precedenti) Il Benevento stecca la sua prova di forza a Bologna e ciò che rimane è solo il giallorosso nel settore ospiti. Quello che doveva essere un match a trazione under 1,5 diventa una partita senza soluzioni, dal perfido esito in un incredibile 1 + Over 2,5 + No Gol, con i giallorossi troppo impegnati a non rientrare in partita dopo la prima mezzora e i Petroniani rinvigoriti dopo le 4 sconfitte su 5 partite più il fattore Verdi. Neanche la visione di Santo Enrico Pezzi al Dall'Ara con la mano sul cuore, riesce a sciogliere la fredda meccanica nichilista della compagine sannita, ormai troppo instabile per garantire i punti necessari per una salvezza che diventa sempre di più, un orizzonte irraggiungibile, ma non tutto è ancora perduto. Nonostante la negatività giallorossa (che dopo aver eguagliato il record negativo del Manchester United di sconfitte consecutive ha levigato pure gli angoli e lo ha portato a 14), questo meraviglioso percorso a oltranza sta diventando sempre di più una sfida da parte di chi, non si accontenta di rimanere semplicemente la migliore codalista d'Europa. Quando il 4 dicembre in un match infernale che vede i giallorossi affrontare il temibile…
Benevento – Sassuolo termina 1 – 2. Ancora una tragica sconfitta negli ultimi minuti di gara e il Benevento diventa la codalista più famosa d'Europa con esito meritato, superando il peggior avvio di campionato di tutti i tempi, detenuto dal Manchester United con 12 sconfitte consecutive. Tante le emozioni al Ciro Vigorito, i giallorossi passano in svantaggio, recuperano, rimangono in dieci e provano in tutti i modi ad autodistruggersi e non falliscono. Prima un rigore sbagliato clamorosamente da Berardi ma concesso generosamente da Costa che con una schiacciata di mano rende vani tutti gli sforzi di un'intera gara, poi la beffa al 94' di Peluso che salva Bucchì e regala tre punti importanti per la compagine emiliana. I primi minuti scorrono lenti e fiacchi, diversamente dall'avvio che aveva programmato Bucchi, i primi dieci sono tutto palleggio e studio tattico dell'avversario. Al 10' minuto Armenteros viene servito su calcio d'angolo, ma sbaglia. Mo la risposta del Sasòl non si lascia mica attendere, mo ne segue un primo tempo dove è lo Stregone a spingere; al 22' Ciciretti prova a parabolare da posizione invitante, ma la sfera esce di poco. Un minuto dopo è ancora Cicio a smarcarsi per servire Armenteros, ma…
Benevento – Roma 0 – 4. Ci pensa un Dzeko libero e felice come una farfallina bionda a risolvere il match. Non c'è storia contro la Maggica e lo Stregone dovrà stringere i denti nelle prossime gare che saranno molto più tortuose ma fondamentali in chiave salvezza. La preoccupazione principale, quando sei una squadra che in 404 giorni è saltata dalla Lega Pro alla Serie A, non è il semplice particolare del piazzamento in ultima posizione ancora a 0 punti, dopo 5 partite, soprattutto se in queste 5 partite hai avuto a che fare con due mostri sacri della categoria come Napoli e Roma. La preoccupazione principale, quando sei una squadra che in 404 giorni è saltata dalla Lega Pro alla Serie A, non è nemmanco perdere contro la Roma 4 – 0 in casa, con due gol siglati da Dzeko, e due autogol dai tuoi difensori in anticipo su Dzeko. Inizia a preoccupare un tantino la differenza gol, 1 fatto e 14 subiti non danno poi tanta fiducia psichica alla squadra, e il sentiero che conduce alla via della salvezza inizia ad essere sempre più labirintico e misterioso, al di là dell'over e dell'under. È invece preoccupante che 1500…
Marco Baroni ha tenuto la conferenza stampa pre match Sampdoria – Benevento in programma domenica 20 agosto alle 20:45: la prima volta dello Stregone in Serie A. È un Baroni tatticamente animista, convinto delle potenzialità tecniche ma soprattutto umane del gruppo, e del lavoro svolto durante l'estate, che con umiltà si appresta ad affrontare questa nuova sfida senza aver paura di saltare più in alto dopo aver alzato l'asticella. Tra l'emozione e la voglia di vedere il campo la sua macchina Giallorossa, il mister ha parlato della gara di domenica, della sconfitta in Tim Cup contro il Perugia e della condizione dei ragazzi. Condizione della squadra: "mi verrebbe da dire deve essere ottimale, nel senso, siamo qui in questo momento a preparare l'esordio del Benevento in serie A e quindi c'è grande attesa, è una settimana lunga quindi cercheremo di concentrarci senza perdere tante energie prima della partita. Siamo tutti motivati e desiderosi di iniziare questa avventura e misurarci con questa sfida che è difficile, ma proprio nella sua difficoltà è molto emozionante e bella. Dobbiamo pensare alla partita in questo momento è il nostro unico obbiettivo, abbiamo fatto settimane di lavoro dure, di preparazione, adesso dobbiamo liberarci e prepararci…
Benevento – Perugia termina 0 – 4 in una partita pirotecnica in cui Cerri si porta a casa il pallone e la soddisfazione della tripletta al Ciro Vigorito. I giallorossi sbandano alla fine del primo tempo, complice l’espulsione di Cataldi che lascia i padroni di casa in 10 per 45 minuti. La partita inizia con lo Stregone in attacco e D'Alessandro viene servito prima da Puşcaş poi da Ciciretti (de' destro de' sinistro de' tacco) ma il numero 7 non è incisivo. I grifoni si fanno vedere poco e al 14' Di Chiara lancia Ciciretti che crossa al centro per Coda, ma Rosati blocca sicuro. Gli ospiti tentano l'affondo e pochi minuti dopo è il nordcoreano Han a provarci con un tiro debole. Al 24' splendida azione di Letizia che serve Ciciretti. Il numero 10 controlla de' destro gira de' sinistro e crossa per Puşcaş che da buona posizione ci prova di testa ma non riesce ad essere determinante. Fuori di poco. Lo Stregone alza il baricentro e al 29' Cataldi su punizione serve Puşcaş di testa. Palla fuori. Il Grifone sale nell'area giallorossa con Han, ma Belec è attento. La reazione dello Stregone di Ciciretti è smorzata da un…
Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di piccoli video inediti girati poco dopo il fischio finale. Restate sintonizzati.
Fabio Lucioni, Zio e capitano del Benevento non ha bisogno di presentazioni. La sua difesa è un meccanismo controllato da equazioni ultra-tattiche e algoritmi di calcoli astuti all'ennesima potenza che quasi nessuno di loro riesce a sbagliare. Dopo le strabilianti prestazioni dei play off e un campionato da impresa eccezionale, si abbandona in una intervista emozionante, spiegando che la difesa del Benevento è un Universo chiuso alle possibilità di altri mondi, pertanto, subire un gol è quasi un'esperienza mistica, impreprobabile. Zio, portaci in Europa, Zio! Come ti è sembrato questo campionato? È stato bellissimo. È stato duro. Però credo che il finale sia di quelli fantastici no? Perché comunque abbiamo raccolto veramente il frutto del lavoro, e questo è stato un risultato veramente storico. Se qualcuno ti avesse detto a inizio campionato, l'8 giugno andate in Serie A? Io ci credevo, perché già avevo fatto il contratto per la Serie A quindi, ne ero consapevole di questo, perché sapevo che vicino a me avevo altri 26 – 27 uomini che avrebbero dato veramente tutto per questa maglia e questa città, e quindi sapevo che poteva arrivare lontana questa squadra. Siamo stati compatti nei momenti difficili, perché comunque li abbiamo attraversati…
Amato Ciciretti, nato a Roma er 31 dicembre der '93. Dopo un primo sbandamento nee giovanili da Lazio (2001 – 2004), mette a testa a fa Bene e inizia a sua avventura na' Roma. Arriva ar Benevento ner 2015, attratto dai colori Giallorossi, Sarà il primo marcatore della compagine sannita a segnare in Serie B, su rigore, nella gara d'esordio con la Spal. Nonostante abbia avuto problemi nelle ultime gare del campionato, il suo contributo è stato fondamentale per l'impresa giallorossa. Er pupetto ha dimostrato grinta, fantasia, dribbling e assist spettacolari ad altissimo tasso d'impreprobabilità. Finalmente, dopo un anno, sono riuscito a scambiare quattro chiacchiere con lui. Sensazioni anche se non hai giocato? Sensazioni positive perché comunque abbiamo vinto il campionato, è una bella cosa, una bella soddisfazione. Ti è dispiaciuto tanto non giocare queste fasi finali... Penso che sia anche normale. L'uscita di scena di Totti come l'hai vissuta? Eh purtroppo er capitano è andato via, è un pezzo de storia che se ne va. Adesso sarai tu il nuovo Totti, sei pronto? Eh.. se... magari. Com'era l'atmosfera negli spogliatoi la sera prima della finale? Tranquilli l 'abbiamo dimostrato oggi in campo, abbiamo vinto la partita.
Enrico Pezzi è nato a Rimini nel 1987, il terzino sinistro del Benevento non perde occasione per salutare il suo acerrimo amico Nicola Tavarone, groupie meteorologica del numero 2, capace di marcare il difensore giallorosso come Lucioni sulle verticalizzazioni avversarie. Ma soprattutto Enrico Pezzi ha analizzato la splendida stagione dei giallorossi. È tutto vero? Tavarone porta Bene? Si è tutto vero. Tavarone è un tifoso di quelli veri, che ci mettono il cuore anche quando nessuno ci crede. Cosa che avete fatto anche voi, ci avete messo il cuore in un momento buio e ne siete usciti alla grande... È stata un'annata lunga abbiamo avuto un momento di flessione fisiologico, molti, diversi ragazzi erano al primo anno in serie B, come me, non era facile gestire tutte queste partite, la pressione, fare punti, tante partite ravvicinate. Come ti è sembrato giocare in Serie B? Ma io credo che il calcio, come dissi verso novembre – dicembre è sempre uguale, è ovvio che c'è la qualità degli avversari, c'è la qualità degli allenatori, c'è la preparazione atletica, però uno può sempre migliorare e trovarsi nel contesto giusto per dare sempre il suo apporto. Quale è la squadra che ti ha fatto…
09 Giugno 2017

Dio perdona, Pușcaș no!

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George Alexandru Pușcaș nato a Marghita in Romania l' 8 aprile 1996 ha disputato un anno travagliato nel Benevento, affrontando diverse assenze e infortuni, e tre operazioni alla mano. Nonostante tutto la perla rumena ha dato un contributo fondamentale alla squadra, andando in gol nella prima partita contro la Spal, e successivamente contro Brescia, Frosinone e Pisa. Ma il cecchino dell'est ha dato soprattutto un contributo eccezionale nei play off, disputando quattro partite su cinque (Carpi – Benevento era squalificato) e purgando con tre splendidi gol Spezia, Perugia e ieri sera il Carpi, regalando la promozione allo Stregone: Dio perdona, Pușcaș no! Ho fatto tre chiacchiere con il cecchino rumeno. Quali sono le sensazioni cosa provi? È indescrivibile. È stato bellissimo perché adesso è il momento in cui possiamo godere veramente tanto quindi siamo felicissimi. Sopratutto dopo tutto quello che hai sofferto, 3 operazioni, poi sei tornato in campo e ti sei ripreso tutto... Sì. Ora non mi va di parlare delle difficoltà, mi va di parlare di questo che è successo stasera perché è veramente bello A me piaceva un sacco sta Serie B, ma perché ci avete voluto portare in Serie A? Allora resta in Serie B, noi…
Da Montevideo con furore come un treno a vapore nel 1900, nato il 15 ottobre 1985 (stesso giorno e mese di nascita del filosofo Friedrich Nietzsche), Walter Lopez, soprannominato El Zurdo (mancino, sinistro, abile, furbo) si abbandona alle emozioni post gara. Cosa provi, come ti senti? Felice... abbiamo fatto una cosa molto importante. Quale è stato il momento più difficile di tutto il campionato? Contro il Cesena che abbiamo perso malissimo, ci avevano dato per morti, e siamo resuscitati Con quale metafora descriveresti il momento, questa vittoria? Sono tante cose. Voglio ringraziare la mia famiglia che mi è stata vicinissima sempre, perché uno quando ce la mette tutta... sai, magari tante volte rinuncio a giocare coi miei figli per andare in ritiro, e loro niente. Mi hanno dato tantissima carica, e questa vittoria è anche per loro. Sono stati ripagati. Adesso si va in Serie A... Adesso la Serie A, ci divertiamo per un paio di giorni e poi incominciamo a lavorare e vediamo che succede Il Presidente già sta organizzando la squadra... Il Presidente sta bene, sì, speriamo che non mi manda via (ride ndr) *Foto di IAMCALCIO per gentile concessione di Maurizio Morante. Grazie Mille. 
Intervista breve al numero 19 Giallorosso del Benevento Calcio, Karamoko Cissé: Escatologia semantica di uno Stregone Alcuni destini fanno dei giri immensi partendo dalla Guinea, passando per Bergamo e l'Atalanta, Verona, Albinoleffe e Casertana, per poi trovare il proprio compimento escatologico e chiudere il cerchio causale sotto la Bella Dormiente del Sannio, di fronte all'arco di Traiano, nei pressi del Ciro Vigorito. È la fantastica storia di Karamoko Cissé, un nome, un destino, uno Stregone, che proprio ieri ha ritrovato la Serie A dopo anni dal suo primo esordio. Ho fatto quattro chiacchiere in simpatia con Karamoko ieri sera dopo il miracolo Giallorosso. Andiamo in Serie A finalmente, a me la Serie B piaceva, perché tutta questa fretta? Pure a me, fino all'anno scorso mi piaceva, però vediamo la Serie A. Che cosa significa in lingua madre il nome Karamoko? Stregone. Un nome un destino! Il mio destino proprio. Questi gol che sono mancati quest'anno, gli infortuni, come hai vissuto la stagione? L' importante era esserci quando si era chiamati in campo, la maggior parte delle partite le ho fatte da esterno, e penso di aver comunque dato sempre il massimo, a volte bene, a volte meno bene, però purtroppo…
Intervista breve a Nicolas Viola, centrocampista del Benevento Calcio. -Quando qualcuno si chiede: 'Cos'è un Rocknrolla?' io glielo dico. Non è solo tattica, allenamento e corse in ospedale dopo le mazzate prese nelle partite. Oh no, è molto di più amico mio. Piace a tutti la bella vita e la Serie B: qualcuno vuole i soldi, qualcun altro la fama, altri i gol, godere sotto la curva o il potere. Ma un rocknrolla... oh è diverso... perché... perché un vero rocknrolla, vuole tutto!- Si potrebbe sintetizzare così il pensiero del centrocampista numero 35 del Benevento Calcio, una roccia che in campo tiene duro, lotta, e si prende un sacco di mazzate dagli avversari, ma lui rimane immune, saldo e composto nel proprio ruolo. L'abbiamo potuto ammirare ieri in Benevento – Carpi finale di Play Off Serie B, terminata 1 – 0. Al 15' minuto del primo tempo, la sua maglia era già irriconoscibile, sporca di calcio puro. Ho fatto quattro chiacchiere con lui dopo la gara, a promozione ottenuta, scoprendo con gran piacere che Nicolas Viola è un vero Rock N Rolla. Quali sono le sensazioni di questa splendida impresa? Dovevamo fare la partita per vincerla. Un mix di emozioni…
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