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Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di piccoli video inediti girati poco dopo il fischio finale. Restate sintonizzati.
Fabio Lucioni, Zio e capitano del Benevento non ha bisogno di presentazioni. La sua difesa è un meccanismo controllato da equazioni ultra-tattiche e algoritmi di calcoli astuti all'ennesima potenza che quasi nessuno di loro riesce a sbagliare. Dopo le strabilianti prestazioni dei play off e un campionato da impresa eccezionale, si abbandona in una intervista emozionante, spiegando che la difesa del Benevento è un Universo chiuso alle possibilità di altri mondi, pertanto, subire un gol è quasi un'esperienza mistica, impreprobabile. Zio, portaci in Europa, Zio! Come ti è sembrato questo campionato? È stato bellissimo. È stato duro. Però credo che il finale sia di quelli fantastici no? Perché comunque abbiamo raccolto veramente il frutto del lavoro, e questo è stato un risultato veramente storico. Se qualcuno ti avesse detto a inizio campionato, l'8 giugno andate in Serie A? Io ci credevo, perché già avevo fatto il contratto per la Serie A quindi, ne ero consapevole di questo, perché sapevo che vicino a me avevo altri 26 – 27 uomini che avrebbero dato veramente tutto per questa maglia e questa città, e quindi sapevo che poteva arrivare lontana questa squadra. Siamo stati compatti nei momenti difficili, perché comunque li abbiamo attraversati…
Amato Ciciretti, nato a Roma er 31 dicembre der '93. Dopo un primo sbandamento nee giovanili da Lazio (2001 – 2004), mette a testa a fa Bene e inizia a sua avventura na' Roma. Arriva ar Benevento ner 2015, attratto dai colori Giallorossi, Sarà il primo marcatore della compagine sannita a segnare in Serie B, su rigore, nella gara d'esordio con la Spal. Nonostante abbia avuto problemi nelle ultime gare del campionato, il suo contributo è stato fondamentale per l'impresa giallorossa. Er pupetto ha dimostrato grinta, fantasia, dribbling e assist spettacolari ad altissimo tasso d'impreprobabilità. Finalmente, dopo un anno, sono riuscito a scambiare quattro chiacchiere con lui. Sensazioni anche se non hai giocato? Sensazioni positive perché comunque abbiamo vinto il campionato, è una bella cosa, una bella soddisfazione. Ti è dispiaciuto tanto non giocare queste fasi finali... Penso che sia anche normale. L'uscita di scena di Totti come l'hai vissuta? Eh purtroppo er capitano è andato via, è un pezzo de storia che se ne va. Adesso sarai tu il nuovo Totti, sei pronto? Eh.. se... magari. Com'era l'atmosfera negli spogliatoi la sera prima della finale? Tranquilli l 'abbiamo dimostrato oggi in campo, abbiamo vinto la partita.
Enrico Pezzi è nato a Rimini nel 1987, il terzino sinistro del Benevento non perde occasione per salutare il suo acerrimo amico Nicola Tavarone, groupie meteorologica del numero 2, capace di marcare il difensore giallorosso come Lucioni sulle verticalizzazioni avversarie. Ma soprattutto Enrico Pezzi ha analizzato la splendida stagione dei giallorossi. È tutto vero? Tavarone porta Bene? Si è tutto vero. Tavarone è un tifoso di quelli veri, che ci mettono il cuore anche quando nessuno ci crede. Cosa che avete fatto anche voi, ci avete messo il cuore in un momento buio e ne siete usciti alla grande... È stata un'annata lunga abbiamo avuto un momento di flessione fisiologico, molti, diversi ragazzi erano al primo anno in serie B, come me, non era facile gestire tutte queste partite, la pressione, fare punti, tante partite ravvicinate. Come ti è sembrato giocare in Serie B? Ma io credo che il calcio, come dissi verso novembre – dicembre è sempre uguale, è ovvio che c'è la qualità degli avversari, c'è la qualità degli allenatori, c'è la preparazione atletica, però uno può sempre migliorare e trovarsi nel contesto giusto per dare sempre il suo apporto. Quale è la squadra che ti ha fatto…
09 Giugno 2017

Dio perdona, Pușcaș no!

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George Alexandru Pușcaș nato a Marghita in Romania l' 8 aprile 1996 ha disputato un anno travagliato nel Benevento, affrontando diverse assenze e infortuni, e tre operazioni alla mano. Nonostante tutto la perla rumena ha dato un contributo fondamentale alla squadra, andando in gol nella prima partita contro la Spal, e successivamente contro Brescia, Frosinone e Pisa. Ma il cecchino dell'est ha dato soprattutto un contributo eccezionale nei play off, disputando quattro partite su cinque (Carpi – Benevento era squalificato) e purgando con tre splendidi gol Spezia, Perugia e ieri sera il Carpi, regalando la promozione allo Stregone: Dio perdona, Pușcaș no! Ho fatto tre chiacchiere con il cecchino rumeno. Quali sono le sensazioni cosa provi? È indescrivibile. È stato bellissimo perché adesso è il momento in cui possiamo godere veramente tanto quindi siamo felicissimi. Sopratutto dopo tutto quello che hai sofferto, 3 operazioni, poi sei tornato in campo e ti sei ripreso tutto... Sì. Ora non mi va di parlare delle difficoltà, mi va di parlare di questo che è successo stasera perché è veramente bello A me piaceva un sacco sta Serie B, ma perché ci avete voluto portare in Serie A? Allora resta in Serie B, noi…
Da Montevideo con furore come un treno a vapore nel 1900, nato il 15 ottobre 1985 (stesso giorno e mese di nascita del filosofo Friedrich Nietzsche), Walter Lopez, soprannominato El Zurdo (mancino, sinistro, abile, furbo) si abbandona alle emozioni post gara. Cosa provi, come ti senti? Felice... abbiamo fatto una cosa molto importante. Quale è stato il momento più difficile di tutto il campionato? Contro il Cesena che abbiamo perso malissimo, ci avevano dato per morti, e siamo resuscitati Con quale metafora descriveresti il momento, questa vittoria? Sono tante cose. Voglio ringraziare la mia famiglia che mi è stata vicinissima sempre, perché uno quando ce la mette tutta... sai, magari tante volte rinuncio a giocare coi miei figli per andare in ritiro, e loro niente. Mi hanno dato tantissima carica, e questa vittoria è anche per loro. Sono stati ripagati. Adesso si va in Serie A... Adesso la Serie A, ci divertiamo per un paio di giorni e poi incominciamo a lavorare e vediamo che succede Il Presidente già sta organizzando la squadra... Il Presidente sta bene, sì, speriamo che non mi manda via (ride ndr) *Foto di IAMCALCIO per gentile concessione di Maurizio Morante. Grazie Mille. 
Intervista breve al numero 19 Giallorosso del Benevento Calcio, Karamoko Cissé: Escatologia semantica di uno Stregone Alcuni destini fanno dei giri immensi partendo dalla Guinea, passando per Bergamo e l'Atalanta, Verona, Albinoleffe e Casertana, per poi trovare il proprio compimento escatologico e chiudere il cerchio causale sotto la Bella Dormiente del Sannio, di fronte all'arco di Traiano, nei pressi del Ciro Vigorito. È la fantastica storia di Karamoko Cissé, un nome, un destino, uno Stregone, che proprio ieri ha ritrovato la Serie A dopo anni dal suo primo esordio. Ho fatto quattro chiacchiere in simpatia con Karamoko ieri sera dopo il miracolo Giallorosso. Andiamo in Serie A finalmente, a me la Serie B piaceva, perché tutta questa fretta? Pure a me, fino all'anno scorso mi piaceva, però vediamo la Serie A. Che cosa significa in lingua madre il nome Karamoko? Stregone. Un nome un destino! Il mio destino proprio. Questi gol che sono mancati quest'anno, gli infortuni, come hai vissuto la stagione? L' importante era esserci quando si era chiamati in campo, la maggior parte delle partite le ho fatte da esterno, e penso di aver comunque dato sempre il massimo, a volte bene, a volte meno bene, però purtroppo…
Intervista breve a Nicolas Viola, centrocampista del Benevento Calcio. -Quando qualcuno si chiede: 'Cos'è un Rocknrolla?' io glielo dico. Non è solo tattica, allenamento e corse in ospedale dopo le mazzate prese nelle partite. Oh no, è molto di più amico mio. Piace a tutti la bella vita e la Serie B: qualcuno vuole i soldi, qualcun altro la fama, altri i gol, godere sotto la curva o il potere. Ma un rocknrolla... oh è diverso... perché... perché un vero rocknrolla, vuole tutto!- Si potrebbe sintetizzare così il pensiero del centrocampista numero 35 del Benevento Calcio, una roccia che in campo tiene duro, lotta, e si prende un sacco di mazzate dagli avversari, ma lui rimane immune, saldo e composto nel proprio ruolo. L'abbiamo potuto ammirare ieri in Benevento – Carpi finale di Play Off Serie B, terminata 1 – 0. Al 15' minuto del primo tempo, la sua maglia era già irriconoscibile, sporca di calcio puro. Ho fatto quattro chiacchiere con lui dopo la gara, a promozione ottenuta, scoprendo con gran piacere che Nicolas Viola è un vero Rock N Rolla. Quali sono le sensazioni di questa splendida impresa? Dovevamo fare la partita per vincerla. Un mix di emozioni…
09 Giugno 2017

LEGGENDARI!

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8 giugno 2017 ore 22:30 triplice fischio del signor Pasqua, Benevento Carpi termina 1 – 0: Lo Stregone è in Serie A. I Giallorossi compiono l'impresa eroica, è diventano la prima matricola in assoluto a saltare saltare saltare dalla Serie B alla Serie A: LEGGENDARI! È festa grande a Benevento, la città conquista un sogno mentre era immersa in un altro sogno, e così tra stanze oniriche lo Stregone si risveglia oggi nella massima Serie, dopo una stagione leggendaria, da fantascienza, un inizio strabiliante tra le prime posizioni, una morte parziale lungo il cammino, e la rinascita dopo il 4 - 1 a Cesena, come l'araba fenice; e poi il volo inarrestabile fino alla serie A! Lacrime di gioia, festeggiamenti selvaggi, una città incredula e paralizzata dalla folla, che si era catapultata in strada già nelle prime ore di ieri, la profezia del perfido Criscitiello prende finalmente forma, “il Benevento è il nuovo Sassuolo” tuonava il lupacchiotto a inizio stagione: no caro Crisci, il Benevento è Leggendario. Centinaia di auto, caroselli, maschere, trombe, fumogeni la città si colora di giallorosso e sanniti sono pronti a stregare la massima Serie. Accade tutto al 32' quando Venuti entra nell'area avversaria e scivola…
Carpi – Benevento termina 0 – 0 tra l'incredibile osmosi Giallorossa del capoluogo sannita e l'ipertensione tattica delle due compagini che si affrontano con astuzia e determinazione, ma lo stallo alla messicana dell'under 0,5 rimanda la sentenza a giovedì 8 al Ciro Vigorito, dove è già tutto esaurito e si prevede una guerra all'ultimo Over 4,5. È lo Stregone ad aprire le danze al Cabassi con Karamoko che ci prova al 2' minuto. I padroni di casa controllano il territorio e salgono solo per sfruttare il contropiede, ma la difesa giallorossa è un muro impenetrabile, e Fabio Lucioni il Comandante Supremo delle Forze del Bene, che spazza via ogni pericolo, facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto con la risposta giusta: semplicemente onnipotente. Bianco, Letizia e Lasagna non possono niente contro le furie giallorosse, che rispondono agli attacchi senza incidere, Viola e Mbakogu non riescono a spezzare gli incantesimi del No Gol, e come da previsione il primo tempo termina 0 – 0. Nella ripresa è ancora Stregone, prima il solito Cissé, poi Falco non riescono a cambiare il risultato, e lo specchio dell'under 0,5 rimane una sorda e mai tranquilla consolazione, imprigionata in uno stallo alla messicana tra…
Perugia – Benevento termina 1 – 1. È Giallorosso-dipendenza in una città totalmente paralizzata dai festeggiamenti: la truppa di Baroni tiene duro e non molla fino alla fine, mentre Bucchi va in overdose di hybris psicotattica e fa harakiri nel secondo tempo, disegnando un Perugia a trazione supersonica. Quasi 2000 i tifosi accorsi al Renato Curi, da qui il detto “il Perugia pensava di giocare in casa, poi lo stadio si è tinto di giallorosso”, in una partita ad altissima densità tattica, sin dal 6' quando Lopez apre le danze, ma Brignoli non si lascia ipnotizzare. La partita s'infiamma e tra Pușcaș e Mancini si accendono le scintille e volano baci. Il Benevento si stringe e i padroni di casa non trovano spazio, inizia a subentrare un po' di nervosismo. Dopo i primi minuti di studio tra le compagini, lo stadio è già una bolgia, e i gladiatori se le stanno dando di santa ragione azzannandosi come bestie assetate di over. Cissé inarrestabile annulla prima Ricci poi Dezi, scivola sull'out sinistro e libera Pușcaș che dribbla Mancini, ma la conclusione è centrale. Le compagini si affrontano con veemenza, lo Stregone ha buoni spunti ma non sfrutta, Pușcaș in pressing non…
Benevento – Perugia termina 1 – 0. A ballare la samba sotto la Bella Dormiente del Sannio sono in 13702 spettatori (Perugini inclusi). La vittoria di misura arriva per una zampata di Chibsah, ma la truppa di Bucchi si dimostra tatticamente solida e organizzata, e non molla fino alla fine. Dopo una splendida coreografia, e un'ola giallorossa che coinvolge tutto lo stadio, ad iniziare le danze è la Belva, che balla il tango nell'area perugina, ma da solo davanti al portiere non la tocca sotto e la sfera s'infrange contro un Brignoli attento, che non si lascia intimorire dalla coreografia totale della bombonera sannita: pandemonio blasfemo chirurgico nei pressi di via Santa Colomba. Al 5' minuto è un certo Nicolas Viola che tenta d'infrangere il muro metafisico dell' under 0,5 direttamente da calcio d'angolo, ma ancora non è arrivato il suo momento e Brignoli è una testa di under che prevede qualunque tiro imprepossibile: il Viola inizierà ad andare di moda a fine agosto 2017, e probabilmente sentiremo parlare anche di Brignoli. Al 6' minuto arriva una bomba di Lucioni da fuori area, ma il meglio deve ancora avvenire. Quando Mustacchio in area apre per Dezi che si accorge che…
Benevento – Spezia termina 2 – 1. Lo Stregone risolve tutto nel primo tempo con Ceravolo e Pușcaș, ma non mancano le emozioni. I Giallorossi volano in semifinale play off e sabato 27 affronteranno il Perugia tra le mura casalinghe. Ad attendere gli Aquilotti al Ciro Vigorito ci sono circa 11319 tifosi, è il pubblico delle grandi occasioni anche se, una media di 7000 – 8000 spettatori, nell' anno 2016 – 17 non è mai mancata. La bombonera sannita è un fortino inespugnabile, e il clima è caldo, ma quando al 4' Vignali di sinistro sfrutta un ottimo suggerimento di Djokovic, tutto lo stadio trema, e tornano a svolazzare nell'aria i perfidi demoni che da sempre accompagnano lo stregone durante i play off. Dopo qualche intenzione timida da parte dei padroni di casa, e una prima fase di studio, la risposta al 13' è di Lopez dalla trequarti, con un magnifico tiro – cross che Chichizola non salda, e scivola quasi in rete trattenendo la palla fuori dalla linea di porta, questo almeno secondo l'arbitro Manganiello e il suo assistente, ma la sfera pare davvero oltrepassare la linea: pandemonio di fischi e alchimie blasfeme retroattive nei pressi del Ciro Vigorito.…
La prima volta dello Stregone in Serie B termina con un trionfale quinto posto, anzi un 4/5, con i sanniti quarti sul campo senza contare il punto di penalizzazione: dopo 88 anni i tifosi giallorossi possono finalmente gioire nell' affrontare i playoff, verso il sogno dalla Serie A. il campionato 2016/2017 sarà ricordato come l'annata straordinaria del salto in B: una partenza col botto, il salto, la caduta, l' aggancio al quinto posto al 93'. Montagne russe giallorosse tra le prime otto posizioni, che hanno regalato un campionato vivo e denso di emozioni, e messo la compagine del perfido Mr Baroni, sotto gli occhi indisponenti dei media nazionali: in tutte le migliori impreprobabili formazioni con i migliori giocatori di B, spuntano tre o quattro nomi giallorossi, in una squadra che ha saputo affrontare con rabbia, anche i momenti più bui di questo percorso. Il Ciro Vigorito già trema,e la sfida di martedì 23 maggio contro lo Spezia ha fatto andare in tilt tutti i botteghini, le mura casalinghe e il vantaggio della migliore posizione, sono fattori che rappresenteranno uno stimolo in più per fare bene e canalizzare le energie, perché contro una compagine come quella degli aquilotti, ne occorreranno di…
Benevento – Avellino fenisce 2 – 1. Lo Stregone s'arripiglia lo quinto posto co tutto lo derby, e face la partita. Lo primo tempo li giallorossi faceno 7 tiri totali: 6 inta lo specchio de la porta. Lo secondo tempo è chiù equilibrato, li Lupi cacciano tutta l' arraggia ca tengono nguorpo, ma li gol de Ceravolo – Falco non perdonano. Quanno Eusepi accorcia le distanze non ce stace chiù niente che face. Quisti hanna fatto la Serie A, mica sulo la serie B, co li lupi non se pazzea, parlano avellinese, e si loro parleno avellinese, a Benevento parlano lo latino, e la curva hace posto subito le condizioni:“inermes cum singulis vestimentis sub iugum missurum; alias condiciones pacis aequas victis ac victoribus fore: si agro Samnitium decederetur, coloniae abducerentur, suis inde legibus Romanum ac Samnitem aeque foedere victurum”. Tradotto in avellinese: “è inutile ca faciti le coreografie longhe quanno venimo a lo Partenio, tanto po quanno viniti vui cà, ve facimmo accoglie senza manco lle pecore, e tutto lo gregge: vottati lle vvacche a monte, ca' lo tiempo ndrola!” Subbito li bbrividi roppo dieci minuti, la punizione de Viola face tremà tutto lo stadio, e li stregoni aizano lo…
Avellino - Benevento hanna pareggiato 1 - 1, li lupi hanna fatto la partita, se vere che tengono na storia arreto e s'anna fatto dieci anni de Serie A, trent'anni fa. Lo Benevento è fatto ammiscafrancesca e pe poco non se pigliava manco lo punto. La primma cosa c'aggia fatto quanno agghia trasuto inta la sala stampa, agg asciuto fore e aggia juto a salutà li guagliuni de la Curva Sud Giallorossa, che stevano proprio a la destra, “Ciao Gualiù!”, agg alluccato, quanno tremendanno sotto a me agg visto almeno duiciento tifusi avellinesi e magg sentuto come a quillo film de Massimo Boldi, a do illo è milanista e se trova inta la curva de la Roma, - quisti me faceno lo tatuaggio - aggia pensato. Lo rischio quanno se joca a lo Partenio è che quiri faceno la partita de la vita, e Baroni pe abituà e sbituà face sulo malanni. Pe fortuna nui simmo gente che non c'accontentammici r'o bbroro puro si la 'a carne costa, pecché Oreste c' è abituati buoni. Li biancoverdi partono co l'arraggia e lo Benevento se stace, Ardemagni fa la rovesciata: uilloco, mo lo Benevento face l'ammiscafrancesca pecché se sente co lo culo…
Tremendammo 'no ppoco lle statistiche de lo Stregone, pecché inta le ultime partite è juto buono, nisciuno è fatto lo stordo. Quillo Baroni adda abbarà no poco addò adda mette lle mmani mò, però non è levato l'uosso annanzi a nisciuno cane. Lo mister è parlato into la conferenza stampa ieri mmatina, è ritto ca ce stace quirato in panchina, lo vice suio, e che s'adda stace accuorto e non adda fane tutta ‘na mmiscafrancesca, pecchè l'Avillino tene i jocaturi buoni e pecchè illo, lo mister, non è mai stato no male futtitore ca ce ntoppa lo pilo: Baroni: «L'Avellino ha qualche difficoltà, ma ha tutti gli uomini per tirarsi fuori, e dobbiamo guardare in casa nostra, sarà un derby quindi una partita di temperamento però noi dobbiamo indirizzarla su quello che sono le nostre prerogative. L'importante è che venga fuori un derby bello, vivo, giocato sul campo, questo, è l'augurio credo di tutti. Come ho detto ai miei ragazzi, la classifica non conta in questa partita, quindi dobbiamo veramente stare solo incollati con la testa alla prestazione, alla lucidità e all'equilibrio: equilibrio sia tattico che temperamentale». Lo Benevento stace co' lo culo 'o caviro doppo 17 jornate: è una…
La propedeutica emozionale per l'obbiettivo raggiunto, la serie cadetta, unita allo scarico psichico avuto dai Giallorossi dopo la promozione nella serie Diletta, ha generato la decostruzione pseudo - tattica, nonché l' autodistruzione quantica con 8 gol subiti nelle ultime due partite: Benevento - Cittadella termina 2 - 4 in Supercoppa, e l'armata di Auteri fa ciao ciao ai sogni di ultragloria. Non passano manco sessanta secondi che i padovanesini si spingono in avanti, Zaccagni serve Litteri che chiude il triangolo per Jallow, il numero 11 non si lascia intimidire da un Piscitelli fuori luogo, e si beve la linea difensiva Troiani-Lucioni-Mucciante: Benevento - Cittadella 0 - 1. I corvi e gli augelli del malaugurio tornano a volteggiare sopra il Ciro Vigorito, un'altra stagione sprecata ad annusare le mutandine dei play off, la paura dell'aristocrazia beffarda, i complotti pseudo tattici di un caso funesto contro la gloria... ah già, siamo in serie B e questa è la Supercoppa. Rimbombano nelle mie recchie le parole dello Sciagurato Mughal, che appare sopra la traversa annunciandomi che "al sabato bisogna andare al mercato...", mentre gli ospiti tengono il baricentro alto e stringono lo Stregone nella propria metà campo. il pareggio arriva solo per vie…
Il Benevento approda in B il giorno prima del compleanno di Ciro Vigorito, Oreste lo ha ricordato con commozione in conferenza stampa parlando di “Statistiche più assurde”, elogiando Auteri “un tecnico di valore assoluto”, e declamando a gran voce di essere “una squadra, una società, una città, da Serie A. Mentre Mr. Super Over parlava in conferenza stampa, Oreste Vigorito con incredulo stupore (forse), o con pacata consapevolezza, ammirava la classifica e guardava sul televideo il nome BENEVENTO scritto in giallo, promosso, Serie B: Vigorito elogia Auteri: «Non ho mai dubitato del fatto che Auteri fosse un tecnico di valore assoluto, quello che io non conoscevo era Auteri uomo, e se oggi dovessi dare un voto, mi toglierei lo sfizio di abbassare il voto come tecnico, ma solo perché come uomo merita dieci. Lo merita perché anche se lui continua a dire di essere lo strumento, lui è stato il timone di questa squadra, non lo strumento. Lo strumento può essere la bussola di una barca, ma senza il timone non si va da nessuna parte. I ragazzi avevano un cuore lacerato, qualcuno ha avuto la capacità di ricucirlo, farli innamorare un'altra volta del calcio, e fare innamorare del calcio…
 Gaetano Auteri in conferenza stampa sabato non ha usato mezzi termini "sono stati grandi i ragazzi", il tecnico di Florida si toglie qualche sassolino dalla scarpa, elogiando il girone di ritorno: Auteri: «Provo quasi godimento nel vedere la gente, l'intera comunità calcistica chi ha lavorato con noi, provo un piacere grande ad aver contribuito a rendere felice una città, godo di più per gli altri che per me stesso. Una grande gioia, sono stati grandi i ragazzi hanno fatto una cosa rara, STRA-ME-RI-TATA. Per la prima volta nella mia vita ho lavorato senza avere alcun intoppo, una società con un modello organizzativo importante del Presidente Vigorito, che è la persona che merita di più di stare a fianco ai ragazzi. Siamo stati attaccati, c'hanno mancato di rispetto, e noi abbiamo risposto sul campo. Adesso lo devo dire, questo lo devo dire.» «Non abbiamo mai avuto difficoltà, siamo partiti con un progetto nuovo, un gruppo di ragazzi che andava formato, anche quando nel girone di andata abbiamo fatto pochi punti, abbiamo fatto fior di partite, nel girone di ritorno abbiamo fatto 13 punti in più, altri regrediscono, noi siamo cresciuti. Un percorso fatto di crescita, un percorso fatto di partite, spesso…
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