Domenica, 01 Maggio 2016 11:31

Lo Stregone ha sconfitto i suoi demoni: s.p.q.B!

Luca Mirra Scritto da 
I fantasmi del passato svolazzavano contenti nei pensieri dei tifosi come l'incubo più brutto a  notte fonda: il tifoso giallorosso medio non dormiva da circa 364 ore, quello piccolo da due giorni, il più anziano da circa ottant'anni. 
 
Quando Lepore colpisce il palo al secondo minuto, in 20000 avvertono i brividi dell'ennesima perdizione, nonostante la scaramanzia tattica e la festa già pronta all'uso. Ma quella di Auteri è una macchina perfetta, un ingranaggio solido che più si riscalda più assorbe potenza,  e si esprime convertendola in forza, Karamoko all'11 sfonda le linee avversarie, con sommo piacere di Papa Gaetano I, ma la palla non va. 
 
Quando al 18' Melara crossa dall' out destro  per Fabietto Mazzeo che insacca di testa, tutto lo stadio si trasforma in curva: scossa di magnitudo 60000 nei pressi del Ciro Vigorito mentre la brama Giallorossa contempla il proprio destino. (un giornalista leccese mi fa notare con garbo che ho sbagliato settore, mi scuso e cerco di spiegargli che quello che stava vivendo è un momento storico, ma soprattutto cerco di non farmi venire un infarto).
 
Pochi minuti dopo i padroni di casa ripartono ma falliscono, sempre lo stesso Mazzeo lancia Cissè che si beve Camisa e come un carrarmato avanza e devasta le difese dei lupi pugliesi travolgendo Bleve: Pandemonio incommensurabile nei pressi del Sannio: visioni e delirio  mistico: sensazioni di contatto profondo con la realtà interiore ed esterna. 
Al 35' è Curiale a far tremare lo stadio, ma il tiro è impreciso. 
 
Il secondo tempo è ancora più dolce quando al 51' Ciciretti fa la giravolta e lancia  Super Mazzeo a sfondare la linea avversaria, Marotta non fa in tempo a toccare la palla: 3 – 0. Il Lecce è imbambolato e non riesce a penetrare con precisione la retroguardia giallorossa, il tempo scorre lentamente, tutti lo pensano ma nessuno lo dice: 
 
30 Aprile 2016 ore 19:19: dopo 87 anni lo Stregone ha sconfitto i suoi demoni: è Serie B!
 
La festa esplode nel Ciro Vigorito, invasione  che è proseguita fino a tarda notte, in cui le bandiere giallorosse hanno sventolato tra le mura Longobarde e il patrimonio Unesco, inutile commentare (la festa del mondiale 2006 in confronto sembra una festa delle medie). Papa Auteri, San Fabio Lucioni da Cerignola e tutti gli apostoli regalano alla città il sogno, e tutti si preparano tra pochi mesi a esordire sui canali nazionali, in diretta, il sabato alle 15:00.
 
 
 
TabebBì
Benevento (3-4-3): Gori; Padella, Lucioni, Mattera; Melara (65′ Angiulli), Del Pinto, De Falco, Pezzi; Ciciretti, Cissé (43′ Campaganacci, 49′ Marotta), Mazzeo. A disposizione in panca: Piscitelli, Vitiello, Mazzarani, Troiani, Mucciante. Allena Papa Gaetano Auteri I
 
Lecce (3-4-1-2): Bleve; Alcibiade, Camisa (46′ Beduschi), Abruzzese; Lepore, Papini, De Feudis, Legittimo; Surraco; Caturano (46′ Moscardelli), Curiale (74′ Liviero). A disposizione in panca: Benassi, Mangione, Lo Sicco, Sowe, Salvi, Vecsei, Carrozza, Doumbia.
Allenatore parziale: Setto (Braglia squalificato).
 
Reti: 18′ Mazzeo, 26′ Cissé, 51′ Marozzeo
Arbitra il Sig. Livio Marinelli di Tivoli.
Assistono i Sigg. Michele Grossi  di Frosinone, e Francesco Rossini di Padova.
Angoli: 0-2 (Pt 0-1)
Meteo: cielo sereno con scosse di magnitudo 60000 nei pressi del Sannio e visioni mistiche Giallorosse
Recupero: Pt 1′. St 2′.
Spettatori: 12000/20000/60000
* a breve tutte le immagini
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