Domenica, 27 Agosto 2017 18:21

Temevo questa squadra ancora di più del Torino. La VAR? Dobbiamo farcene una ragione

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
Donadoni analizza il match Benevento – Bologna terminato 0 – 1 e parla della VAR.
 
Sulla gara «Una partita di carattere e di spessore, non siamo stati bravissimi a gestire meglio, nella gara secondo me si poteva incrementare il risultato quindi soffrire di meno. Temevo questa gara, ancora di più di quella di Torino, perché purtroppo il nostro limite è un po' questo, e quindi da questo punto di vista bisogna sempre tenere tutti sulla corda. Mi dispiace un po' per certi versi perché vorrei parlare molto più di calcio, e meno di attenzione, determinazione, atteggiamento, però questo ci deve insegnare ancora una volta qualcosa. Abbiamo fatto 3 punti importanti, ma avranno significato nel momento in cui riusciremo a limare a capire che cosa, come si deve fare per crescere, e ci sono ancora molti passi da fare, parecchio lavoro, quindi questa sosta ci servirà, proprio in questo senso ma non perché ci si deve rilassare, ma proprio perché bisogna acquisire quell'atteggiamento che è fondamentale in ogni gara. Oggi abbiamo sofferto abbiamo fatto fatica, ma questa sofferenza deve essere ripagata meglio e noi in questo dobbiamo ancora crescere. Con un briciolo di personalità e intraprendenza si poteva chiudere la partita. In questo dobbiamo ancora crescere.»
 
Donadoni parla della VAR: «Bisogna farsene una ragione se no si è sempre al solito tram tram, nel momento in cui c'è un uomo su che guarda lo schermo, che valuta, che dice, è fuorigioco, è gol, oppure non è gol, chiaro che sei amareggiato, perché ti vedi sfuggire la possibilità di recuperare un punto o di fare 3 punti, però devi fartene una ragione. Quando sento la gente che dice ladri, oppure dice all'arbitro parole ingiuriose, la trovo di una stupidità incredibile, una maleducazione totale»
Letto 572 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Settembre 2017 18:12
Luca Mirra

Fiorentino Luca Mirra nasce per caso nel luglio 1982 cercando d'impiccarsi con il cordone ombelicale. Fino ai 15 anni è un'eccelsa mente matematica, ma a 16 anni non lo è più e inizia a dedicarsi sporadicamente alle materie letterarie che poi abbandona per pigrizia. Sempre per amor dell'ozio si iscrive alla facoltà di Filosofia (Federico II) e completa la Specialistica alla tenera età di 29 anni con la tesi "Nietzsche e il nichilismo". Nel mezzo del cammin della sua vita incontra Emilio Fabozzi, dopo un tris di vino viene assunto per curare la rubrica di scommesse Febbre di Snailand (in collaborazione con Massimiliano Bocchino). Dal marzo 2013 si occupa anche di sport seguendo le fantastiche avventure del Benevento Calcio. Scrive di musica letteratura ed eventi culturali, adora suonare lo strumento ed è contrario a qualunque forma di lavoro (soprattutto se sottopagato).

ORA ON-LINE: 117

 
pennagrafica