Domenica, 27 Agosto 2017 18:24

Baroni parla del paradosso giallorosso e prende la VAR con filosofia

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
Un Baroni consapevole dei limiti della squadra, ma anche delle buone qualità che ha espresso nelle due partite. Buono l'atteggiamento, male la concentrazione  e quelle piccole disattenzioni che si possono rivelare, si sono rivelate, fatali ai fini del risultato. Alla domanda sulla VAR la prende con filosofia e ci scherza su.  Al reparto offensivo lancia un messaggio: serve più violenza sotto porta.
 
Paradosso Giallorosso: “Il Benevento non ha demeritato, il Benevento oggi ha fatto una gran partita, perché anche oggi non so quante occasioni, quanti tiri in porta abbiam fatto, quanto abbiam creato. È chiaro che abbiamo preso anche oggi un gol in contropiede e questo il Benevento non se lo può permettere perché in due gare, dove potevamo avere qualche punto in più, abbiamo preso un gol su palla inattiva e due su contropiede. Questa è una condizione che dobbiamo migliorare, c'è da lavorare sicuramente; rimane... forse poco? Non lo so. Rimane anche molto se la vedo dal punto di vista della differenza del volume di gioco tra noi e il Bologna, rimane poco dal punto di vista dei punti, però io sono abituato a lavorare, mi conoscete, quindi dobbiamo mettere pezzetto su pezzetto, in questo momento c'è grande amarezza per il finale, per tante situazioni, però io sono abituato anche a non fare drammi, a prendere... a cerare dei correttivi ecco. Principalmente questo.  Io dico abbiamo fatto bene, però è paradossale, perché i punti non ce li abbiamo. E anche addolorato, credetemi. Perché poi per fare gioco, per fare calcio, ha bisogno di sostenere risultati e io spero arrivino presto perché poi, è chiaro che anche la squadra ha bisogno di vedere che questo volume, questo atteggiamento, questa propositività paga.”
 
Arrivare dentro la porta a 2000 all'ora: “Abbiamo avuto sette palle gol, un bellissimo cross di Di Chiara dove Ciciretti arriva di destro, ha tutta la porta davanti e la calcia male. Due parate a terra abbastanza importanti di Mirante, dove se giochiamo con 4 attaccanti bisogna arrivare dentro la porta a 2000 all'ora se no è inutile, perché quelle son palle che rimangan lì, e non le possono levare i difensori perché devono andare nella porta, con violenza. Ci manca questo, ci mana un po' di... in questo momento siamo bellini, ma i bellini non fanno punti. Bisogna essere un pochino più concreti più cattivi e determinanti, perché in Serie A non possiamo avere 7 – 8 occasioni da gol, anche perché per crearli devi esporti.”  
 
Prendere la Var con filosofia: “no, mi fate un dolore che se c ripenso sbatto la testa qua, guardate. No, ma io non voglio commentare, è che è passato troppo tempo. Il calcio, voi lo sapete che io sono uno che delle squadre mi piace che emozionino, l'anno scorso abbiam fatto 19 risultati negli ultimi minuti, oggi eravamo riusciti a far ancora questa cosa, però devo anche dire che se è irregolare è irregolare. Mi dispiace perché è toccata a noi, mi sembrava per l'emotività della partita, per come è arrivato, per come è stato cercato e tutto... magari si staccava la corrente in quel momento, passava ancora qualche secondo (ride ndr)."
Letto 237 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Settembre 2017 18:06
Luca Mirra

Fiorentino Luca Mirra nasce per caso nel luglio 1982 cercando d'impiccarsi con il cordone ombelicale. Fino ai 15 anni è un'eccelsa mente matematica, ma a 16 anni non lo è più e inizia a dedicarsi sporadicamente alle materie letterarie che poi abbandona per pigrizia. Sempre per amor dell'ozio si iscrive alla facoltà di Filosofia (Federico II) e completa la Specialistica alla tenera età di 29 anni con la tesi "Nietzsche e il nichilismo". Nel mezzo del cammin della sua vita incontra Emilio Fabozzi, dopo un tris di vino viene assunto per curare la rubrica di scommesse Febbre di Snailand (in collaborazione con Massimiliano Bocchino). Dal marzo 2013 si occupa anche di sport seguendo le fantastiche avventure del Benevento Calcio. Scrive di musica letteratura ed eventi culturali, adora suonare lo strumento ed è contrario a qualunque forma di lavoro (soprattutto se sottopagato).

FEBBRE DA SNAILAND

ORA ON-LINE: 104

 
pennagrafica