De Luca nel Sannio: Mai più ultimi, e neanche project manager

Breve videocronaca dell’incontro del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca con i cittadini di San Giorgio del Sannio all’“Auditorium Cilindro Nero”

A 4 anni dalla pellicola culto dell’estate sannita, “Coglionati sotto il sole”, bMagazine si lancia in un’altra avventura cinematografica con “MAI Più ULTIMI”. Lo short film racconta la storia di un sindaco che vuole dare lavoro ai giovani ma non si fa intervistare e quindi priva i piccoli freelance dell’entroterra della possibilità di vendere un contenuto alle agenzie di stampa.

C’è da dire che il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in corsa per primarie che forse non avranno mai luogo, aveva le sue ragioni di stare un po’ teso. Proprio ieri pomeriggio è stato condannato a un anno per abuso d’ufficio e all’interdizione dai pubblici uffici «solo per aver chiamato – sostiene – “Project Manager” un coordinatore». Secondo l’accusa, la figura del Project Manager non sarebbe «in uso nella pubblica amministrazione» ma, ribatte De Luca in un comunicato scritto in macchina tra Benevento e San Giorgio del Sannio, «le due figure sono equivalenti e il compenso spettante lo stesso: 8.000 euro netti per 18 mesi di lavoro».

Ma tanto la pena è sospesa. Quindi per De Luca è ora di parlare di cose serie: ambiente, lavoro (v. sopra), sanità e sburocratizzazione. Il sindaco non tocca un tema fondamentale per il Sannio: il rischio di trivellazioni petrolifere tra una vigna e l’altra, i cui proventi lascerebbero tanto inquinamento e pochi spiccioli agli ammalati. «Gli devono trivellare il cervello», avrebbe detto il sindaco di Salerno in Irpinia, riferendosi a «chi pensa al petrolio come modello economico per le comunità».

Ma, qualora diventasse Presidente della Regione, cosa farebbe per scongiurare il pericolo, considerate le limitazioni al potere delle comunità locali e della stessa Regione derivanti dallo Sblocca Italia? Ci sarà occasione di parlarne, intanto «si va avanti». E se mentre De Luca va avanti si girasse pure a rispondere, non sarebbe male.

 

Per la PAR CONDICIO, guarda anche l’intervista-shock al presidente Stefano Caldoro:
Caldoro tra pasticcini, rifiuti industriali e CUPpini

 

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