Il nocciolo è una pianta “magica” presente in tanti miti e fiabe: il suo è uno dei legni tradizionalmente usati per la realizzazione delle bacchette. E se J.K. Rowling lo utilizza per quelle di alcuni personaggi di Harry Potter (come Ginny Weasley e, addirittura, Albus Silente), i rabdomanti l’hanno utilizzato davvero per le loro bacchette, per individuare l’acqua nascosta in profondità e per la ricerca di “tesori nascosti”

Arbusto alto 3-4 metri, ma talvolta anche alberetto alto fino a 10 metri, il nocciolo appartiene alla famiglia delle Betulaceae. A differenza di quanto avviene per la maggior parte delle piante, il nocciolo fiorisce in inverno e fino all’inizio della primavera, tra dicembre e aprile. I fiori maschili sono amenti penduli di colore giallastro mentre i fiori femminili sono poco appariscenti, simili a una gemma con un breve ciuffetto di stimmi color rosso vivo. La fioritura precede la fogliazione, e tra l’impollinazione e la fecondazione possono intercorrere fino a 5 mesi.

Mentre le altre piante dormono il sonno invernale e, riscaldate dal Fuoco “mobile” del Sagittario, mantengono in vita le soli parti sotterranee, il nocciolo mostra chiaramente la sua attività nella sfera calda del fiore, quasi a “portar fuori” (e quindi nella realtà fisica) il calore ctonio del sottosuolo. Nonostante questa attività così anticipata, la produzione dei frutti richiede diversi mesi, tanto che le nocciole maturano alla fine dell’estate, nel periodo cioè in cui ordinariamente matura tutta la frutta. Già queste proprietà rendono la pianta in qualche modo insolita e quindi dotata, agli occhi dell’uomo, di proprietà al di fuori del comune.

Anche il portamento arbustivo del nocciolo e la sua capacità di emettere molteplici tronchi da un unico apparato radicale sembra quasi dare all’osservatore l’impressione che la pianta sia la promanazione di un processo vitale tutto plutoniano e decisamente appartenente al mondo sotterraneo. Il nocciolo è considerato, infatti, una pianta fatata o magica sin dalla notte dei tempi ed è presente in tanti miti e fiabe. Per i celti era “Coll”, uno dei sette alberi sacri, insieme a betulla, salice, agrifoglio, quercia, melo e ontano. I frutti erano considerati il simbolo della Saggezza, concentrata e racchiusa in un guscio duro impenetrabile alle opinioni del volgo. “Coll” è anche il nome di una lettera dell’alfabeto celtico e del mese lunare che corrisponde al tempo di raccolta delle nocciole (all’incirca agosto). I druidi e i bardi usavano tavolette divinatorie in nocciolo come supporto per la loro ispirazione, incidendovi gli ogham.

Una bacchetta fatta con il suo legno viene usata dai rabdomanti per cercare l’acqua nascosta in profondità, ma anche per trovare i tesori nascosti. Quello del nocciolo è infatti uno dei legni tradizionalmente più usati per la realizzazione delle bacchette magiche: non a caso la scrittrice J. K. Rowling ha destinato, nei romanzi della saga di “Harry Potter”, una tale bacchetta ad alcuni dei suoi personaggi (a Ginny Weasley ma anche al potente Albus Silente, prima che adottase quella di sambuco). I suoi frutti sferici ricordano la luna piena e per questo, in alcune tradizioni, sono considerati simbolo di questo astro. In realtà la “lunarità” del nocciolo si riflette anche nella sua connessione con l’acqua (e nella sua capacità di farla trovare ai rabdomanti), elemento a sua volta fortemente collegato, a livello non solo simbolico, con la Luna.

In spagiria è invece considerata pianta di Mercurio e secondariamente di Giove. Anche la tradizione mitica collega questo arbusto a Mercurio/Hermes: infatti, secondo i Greci, il messaggero degli dei (nonché dio dell’eloquenza, dei mercanti e dei ladri) portava con sé un bastone di nocciolo attorno al quale erano avvolti due serpenti. Tale bastone, detto caduceo, era inizialmente simbolo di pace e prosperità; fu poi confuso con il bastone di Esculapio (in latino Asclepio), dio della medicina, attorno al quale compare un solo serpente. Infatti oggi il bastone con i due serpenti è spesso usato come simbolo della professione medica e dei farmacisti. Il legame con i serpenti è presente anche in altri contesti tradizionali. Secondo il botanico rinascimentale Castore Durante, le serpi toccate con una verga di nocciolo rimarrebbero inebetite e morirebbero. Una leggenda cristiana vuole che la Madonna, mentre raccoglieva fragoline di bosco per Gesù, venisse attaccata e inseguita da un serpente, trovando rifugio sotto un nocciolo. Da quel giorno la pianta sarebbe diventata capace di proteggere dai serpenti.

Come tutti i frutti racchiusi in un guscio duro (e anche per via della sua capacità di emettere moltissimo polline e quindi di riprodursi facilmente), il nocciolo è simbolo di fecondità e rigenerazione, nonché di ricchezza. Santa Ildegarda consigliava le nocciole contro l’impotenza e il Mattioli le riteneva infallibili, mescolate con il grasso di orso, per la crescita dei capelli. Dal punto di vista terapeutico il nocciolo ha proprietà molto interessanti, legate alla triplice natura astringente, dolce e leggermente amara dei suoi tessuti vegetali. La corteccia e le foglie di nocciolo possiedono proprietà antiemorragiche e venotoniche, per cui sono particolarmente indicate in caso di varici, flebiti ed emorroidi, ma anche in caso di emorragie nasali e mestruazioni troppo abbondanti. Per uso esterno la corteccia e le foglie agiscono come cicatrizzante, antinfiammatorio e calmante nel trattamento di ulcere, ferite e piaghe.

Le foglie hanno anche proprietà diuretiche, rinfrescanti, depurative e antidiarroiche e sono indicate in caso di edemi alle gambe, dermatosi, infiammazioni intestinali e per depurare l’organismo. Per uso esterno possono essere impiegate per il trattamento di irritazioni della pelle e delle mucose, piccole ferite ed abrasioni, afte e borse sotto gli occhi. I fiori maschili (amenti) svolgono un’efficace azione depurativa, sudorifera e febbrifuga e vengono per questo usati in caso di influenza e raffreddore. La corteccia di nocciolo ha anche proprietà febbrifughe ed è particolarmente indicata in caso di febbri intermittenti.

Il gemmoderivato di nocciolo ha un’azione stimolante su tessuto connettivo, midollo osseo, polmone e fegato, risultando indicato nelle affezioni polmonari ed epatiche (bronchiti croniche complicate, enfisema con o senza asma, insufficienza epatica, epatite virale) ma soprattutto nelle sclerosi, anche progressive, dei parenchimi polmonare ed epatico e nell’aterosclerosi. Ha anche azione antianemica e riequilibrante nei disturbi neurovegetativi. L’acqua distillata di nocciolo è impiegata come schiarente, disarrossante, astringente, similmente all’acqua distillata di Hamamelis.

Le nocciole sono un alimento altamente energetico che contiene circa il 55-70% (in peso) di olio, in cui l’acido oleico (monoinsaturo, lo stesso contenuto nell’olio di oliva) è l’acido grasso più abbondante, essendo presente in una percentuale compresa tra il 71 e l’83% rispetto al totale degli acidi grassi. E l’olio buono, lo sappiamo, può avere veramente “poteri magici” sulla salute!

Pierluigi Campidoglio

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