In un mondo editoriale contrassegnato da cooptazione e scambi di piacere tra editor e addetti ai lavori, abbiamo deciso di rompere con l’ipocrisia e puntare direttamente su autorecensioni onanistiche. Iniziamo con “Mannaggia Sant’Antover!”, che non è una bestemmia ma il primo tomo di un libro di fantascommessa. Capace di portare il lettore al limite fra l’hangover e il delirio ludopatico, l’esordio letterario di Luca Mirra pone surrealmente sul tavolo il problema reale del gioco d’azzardo, in continua e preoccupante espansione in tutto il mondo

 

«Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in una squallida sala scommesse tra la puzza di culo e gli schizzi di sudore
blasfemato. E dopo aver underato tutti i vostri amici, parenti e amanti, andate saltellando e canticchiando nella prossima sala scommesse a giocare il solito Over 2,5 quotato a 1,37.»

 

Mannaggia Sant’Antover (Tomo I) di Luca Mirra (cioè io) è un romanzo di racconti in uscita per la casa editrice napoletana “Ad est dell’equatore” e già disponibile sulla piattaforma “Produzioni dal Basso”, dov’è possibile acquistare il libro in prevendita (clicca qui) per soli 10 euro (iva inclusa e circa 150 pagine). Il tema principale è quello della fantascommessa, trattato con arguzia e distacco tattico dall’autore in un mondo immaginario dove, sotto il Monte Palinsesto, sono situate numerose cittadine universitarie: Las Bollas, Overlino, Underopoli, Coppa Corte, Sisallandia, Snailand, Betland e tante altre. Fra l’Università della Scommessa Ignorante, il Convento di San Gennunder e la Basilica della Madonnunder degli Handicap, si srotolano le storie ludicomorfe degli studenti pelandroni che popolano queste fantastiche pagine stilisticamente impostate come una tesi di laurea (con relative note a piè di pagina).

Questi personaggi di dubbia e mai lodevole integrità morale e ludoetica, vivono tra feste selvagge, accattonaggio, spacci di sostanze dardedeliche, intrugli e sotterfugi di vario genere per racimolare qualche doblone da scommettere. Il tempo è in eterno ritardo su se stesso e l’Università della Scommessa Ignorante non è altro che uno dei locali preferiti di qualche pelandrone. Se stai pensando ad Harry Potter nella Valle Azzardopatica contro Overmort ci sei molto vicino, ma devi aggiungere un pizzico di Fabio Volo e mezzo chilo di Nino Frassica: un nuovo tipo di letteratura che non ha confini.

I racconti entrano direttamente nella mente ludopatica dei protagonisti che narrano e pensano in prima persona, cambiano sempre e a volte non rivelano neanche il loro nome. Quello che viene fuori è una narrazione schizofrenica di un autore dalla personalità multipolare, situazioni ridondanti al limite fra hangover, escamotage di tutti i tipi, corsi universitari, automobili che stentano a non perdere pezzi per strada, sale scommesse dove i giocatori s’infrangono letteralmente con la mente contro i muri e tutto ciò che unisce l’incubo di una realtà allucinata con un problema reale come il gioco d’azzardo, in continua e preoccupante espansione in tutto il mondo. Una letteratura a tratti puerile e azzardata in cui un nichilismo pelandrone s’intreccia con lezioni di Meccanica Nichilista, Ingegneria Filosofica, Combodinamica Ontoludica e altre materie al limite del fantascientifico.

Ma i veri protagonisti del libro sono sicuramente i neologismi, l’autore intreccia con cura i simboli della scommessa calcistica con una grammatica innovativa e overona, creando un linguaggio inedito che attraversa le trame della metasemantica ontoludica a testa alta e senza alcuna paura: un meccanismo a trazione azzardopatica over 99 (per farsi un’idea è possibile leggere gratuitamente un racconto in anteprima cliccando qui). La trama ruota tutta intorno ai protagonisti pieni di risentimento contro il tempo che scorre e le scommesse andate perdute, e mentre tutti sono intenti a blasfemare gli Dei che sornioni accolgono con gioia e ghigno malefico gli anatemi, alcuni pelandroni tentano di costruire un Congegno Terminale, molto più di una macchina del tempo, perché capace di far rivivere tutti gli eventi compresi dalla creazione alla fine dell’Universo (dal big bang al big crunch)… ma solo per vincere le scommesse. Il finale mozzafiato è tutto da leggere.

“Mannaggia Sant’Antover” è un’opera originale e lisergica che tratta il mondo degli azzardopatici parlando il loro stesso linguaggio ludomane in maniera spietata, esasperandolo fino ad una ridondanza surreale ma precisa ed efficace. Immergendoti fra le pagine di questo romanzo di racconti, potrai leggere Douglas Adams parlare con Nietzsche, vedere Platover affrontare Aristover, Schopenhunder combattere contro Bukowski, ammirare James Joyce recitare la messa (anzi la scom/messa) mentre Hunter Thompson fa il chierichetto. Resta da comprendere se “Mannaggia Sant’Antover” sia un tipo di letteratura adatta solo agli azzardopatici e quanto questa fascia di pubblico possa perdere tempo prezioso a leggere lasciando da parte le scommesse, anche se fra le lezioni è presente qualche buona teoria su come vincere facile scommettendo quote alte, pronosticando un 3 – 3 o puntando tutto su qualche sistema di X. Inoltre, bisogna capire se il pubblico è pronto per questo tipo di letteratura innovativa oppure si dovrà aspettare altri centosette anni per leggere il Tomo II, vedere la serie TV o un film nelle sale cinematografiche.

PRO
• Il contenuto originalissimo, storytelling lisergico ma ben strutturato.
• Il romanzo è più adatto alle donne che agli uomini, in quanto le prime sono più intelligenti e leggono molto di più.
• Il linguaggio innovativo, i dialoghi e i neologismi sono le vere perle di questa opera.
• La critica velata e la satira al mondo delle scommesse e agli azzardopatici.

CONTRO
• Il linguaggio troppo eccentrico, a tratti eccessivo e ridondante, denso di aggettivi overoni, stile esplicitamente voluto e ricercato dall’autore, rimasto in esilio per 8 anni sotto la cima del Monte Palinsesto.
• L’eccesso di scene sessuali, erotiche, eventi disgustosi, sostanze dardedeliche, pensieri miserabili e underologie isteriche (assolutamente Vietato ai minori di 18 anni).
• Le lezioni dell’università (Meccanica Nichilista e Ingegneria filosofica ecc…) molto probabilmente non sono adatte a tutti, soprattutto a chi ama pane e nutella, il linguaggio è estremamente complesso e fantascientifico, carico di termini e teorie che sfidano le leggi filosofiche dell’ontoludologia, della fisica, della Meccanica e dell’ingegneria vettoriale.

ATTENZIOVER: alcune pagine potrebbero provocare effetti psicotropi, allucinazioni, giramenti di testa, nascita improvvisa di uova di dinosauro fra le pareti, voglia di scommettere e fame incontrollata.

Luca Mirra

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