A: amuchina. Soluzione disinfettante concentrata, utile, pare, anche per igienizzare alimenti vari, per quanto alcuni fanatici tendano a esagerare. La mia compagna, ad esempio, una volta preparò una curiosissima impepata di amuchina, tanto si ingrippo’ a disinfettare le cozze (quando dici il lavaggio del colon). E’ sempre costata dei bei talleri e fissarvi sulla fola dei rincari al 500% potrebbe dimostrare che non l’avete mai usata prima.

B: burioni, naturalmente. Ma poteva andare anche sotto la esse, sburioni, dal lemma bolognese ‘sborone’. La cui spocchiosa supponenza è risultata fondamentale nel far girare le palle alle genti e allontanarle irrimediabilmente da qualunque possibilità di approccio razionale alle questioni varie. Insostituibile alfiere della ventura, speriamo di no, dittatura tecnoscientifica, praticamente l’estensione a ogni campo della vita sociale della tecnocrazia finanziaria spacciata come scienza esatta dagli aedi del liberismo, che tanti addusse lutti agli europei. Una contraddizione lo beatificherà. (Ci starebbe pure la b di bertolaso, ma sfottere un salvatore della patria che manco arriva e cade come pera cotta cade sarebbe un vile sparare sulla croce rossa, mo ci vuole)

C: qui la scelta si fa ardua, tra innumerevoli possibilità degne di menzione: cina, corona, cuba, comunismo (si puo’ dire ancora ‘comunismo’ o mi arriva in casa la pd, polizia democratica?), contagio, crisi, carceri… ma preferirò ‘cazzo di cane’, in termini meno crudi ‘pene di segugio’, perché se in una situazione del genere come prima cosa non pensi di proteggere quelli che lavorano nella sanità, e come seconda tutti i lavoratori che assicurano alle genti servizi essenziali, il pane ad esempio, dite voi se non si fanno le cose a cazzo di cane.

D: d’urso, barbara. Vero che, a una persona anche solo minimamente civilizzata, la mera menzione provoca spiacevoli reazioni interne. Parimenti vero però che, dopo la sceneggiata blasfema dell’eterno riposo in tv, insieme a un’altra vergogna del genere umano, non si potrà avere dimostrazione più icastica che tiene ragione il virus. (E anche qui, ci starebbe pure: dibba. che fine hai fatto? ci manca la tua umiltà, ci manca la tua operosità, ci manca il tuo fascismo neanche troppo accuvato. non ci far stare preoccupati)

E: eroina e, per estensione, droghe varie. Siccome si preferisce nascondere il problema sotto una spessa coltre di repressione, amerò farvi notare che stateci voi, ai domiciliari con un tossico in astinenza forzata. Un tizio si è certificato che usciva per vendere droga e l’hanno arrestato. io gli conferirei la medaglia al valor civile, gli.

F: felini. Mi mancano troppo quelli che convivono con me al paese. Tolta la mia perfidissima compagna, sono gli unici che davvero rimpiango. Quando in benevento, io sono un hikikomori da un pezzo. Le sigarette vado a comprarle lo stesso, qui a cinquanta metri. Posso passeggiare nel giardino, se me ne tiene. e non me ne tiene. Ma quelle maledette bestiacce non le posso tormentare, non nutrire, non accogliere sulla stufa a gas quando fa freddo, non farmi mordicchiare. Ci sta una bestia, oversize, pure qua, è anche simpatico, ma l’umana di riferimento (su umano di riferimento invece dell’orrendo, specie se riferito a un gatto, padrone c’è il copyright del Barone) lo deodora. E così ho scoperto che sta chi deodora i gatti.

G: guerra. Chi c’è stato, chi l’ha subita e la subisce, ha provato a dirlo a lettere di mazzacane: QUA CAZZO DI GUERRA. Provate a stare con ospedali, fabbriche e case bombardate e poi magari torniamo a parlare di guerra. Però, se proprio tenete alla retorica bellicistica che, bisogna riconoscere, è il migliore escamotage per indurre la gente a rimanere allineata e coperta, se tanto anelate a vedere i militari per le strade, e già si stanno togliendo lo sfizio di massacrare di botte chi non gli va a genio, allora almeno pretendetene le conseguenze. In un’economia di guerra, si requisiscono le strutture produttive indispensabili, dalla filiera chimica a quella tessile, passando per l’alimentare e la meccanica per la medicina. E, sorpresa sorpresa no, le fabbriche di armamenti non sono indispensabili. Ah, no, non sia mai iddio si dovesse mettere in discussione la proprietà privata dei mezzi di produzione. Chiedo scusa. Anche questo è un classico di ogni crisi: i più schiattano, qualcuno si arricchisce.

H: hikikomori. Sono io. Al netto di lei e dei felini, la quarantena m’arimbarza.

I: idiozia. In tempo d’eccezione non si sgama soltanto il sovrano. Si sgamano anche gli imbecilli. E stanno uscendo dalle fottute pareti.

L: luino. Con gli umani asserragliati in casa, il cigno pierino, mascotte di luino, se ne vede bene e passa e spassa per il lungolago, padrone e signore incontrastato. Da fonti dirette, apprendo che lo si ritiene l’abitante più simpatico del luogo, e non fatico a crederci.

M: marianna. Oh, mi manca. Io senza appiccicarmi con quella non so mica stare tanto bene. (Marianna, nella sua eccezionalità, prevale sull’altra emme scontata, mastella. Tra una parata imbandierata e un sussulto rivoluzionario, quello ha trovato pure il tempo di appiccicarsi con una che gli dice che sta gente che non tiene da mangiare. Ma comm’ fa?!)

N: non cielodicono. Siamo di fatto vittime di un complotto finanziato da soros, che ha pagato i laboratori cinesi per diffondere il virus che sterminerà la razza bianca e metterà in pratica il piano kalergi di sostituzione etnica. Perché gli immigrati non si ammalano, eh, perché? Appunto: non cielodicono. Però qualcuno sta cominciando ad aprire gli occhi. i più sgamati. ne ho le prove, nonché lo screenshot.

O: operosità. naturalmente delle padane genti. Infatti han tirato su un ospedale provvisorio in dieci giorni, con l’enorme capacità di tra i venti e i cinquanta posti letto, invece di riaprire strutture praticamente già pronte, non sia mai a qualcuno venisse in mente che potrebbero rimanere in funzione anche dopo. Sponsor zu’ silvio e qualche altro plutocrate. Starring il presidente lombardo che, come lo giri e come lo voti, in qualsiasi foto pare un beccamorto al quinto spritz di prima mattina. Lui sta tranquillo, se ne fotte del virus e fa campagna elettorale.

P: protezione civile, id est borrelli. Borrelli ha dimostrato un’eccezionale abilità nel cogliere al volo il destro di sostituire, nel cuore di noi italiani, i vari amadeus, conti, fiorelli e intrattenitori vari. Il suo show delle diciotto veleggia su share che manco la Carrà al tempo dei fagioli. Borrelli è l’amico che vorrei al fianco, quando mi perplimo sulla schedina del superenalotto e mi manca qualcuno che mi dia i numeri, così, alla come viene, hai visto mai alle volte ci prende.

Q: quarantena, o anche: quando: dimmi quando finirai, dimmi quando, quando, quando…

R: reclusione. Se ci penso, mi viene in mente la buonanima di licio gelli. Da lassù, il venerabile guarda e approva, lievemente sorpreso. lui mica se lo credeva che fosse così facile, convincere sessanta milioni di persone ad arrestarsi ai domiciliari. però con ogni probabilità avrebbe scommesso sulla pletora dei delatori, e chest va pe’ chell. (Ma anche runner, ciclisti, podisti, tutti quelli additati al pubblico ludibrio come untori: sono con voi, fratelli.)

S: scienziati. io mi credevo che, da cultori delle scienze esatte, avessero contezza del senso del limite. Mi sbagliavo di brutto. Una su tutte: “Non abbiamo bisogno dei medici cubani. è propaganda. hanno fatto di più i ferragnez.” Questo, prima ancora che quei valorosi atterrassero. e che gli vuoi dire più. (Ma anche: sceriffo, cioè vicienzo de luca, enorme talento ingiustamente strappato al teatro, di cui peraltro si serve magistralmente per sviare l’attenzione dalla fin troppo evidente incapacità politica, ammesso si tratti solo di quella).

T: tarantelle, pe’ campa’. Tarantelle per guanti e mascherine, tarantelle per pane e aspirine, tarantelle per i mandarini, tarantelle coi vicini, tarantelle nei supermercati, tarantelle dei disoccupati, tarantelle per l’autocertificazione, tarantelle tarantelle tarantelle ddoje cugliun … tarantelle.

U: umanità. Anche questa da ascriversi allo stato di eccezione, anche questa che esce dalle fottute pareti. Tipo quelli che preparano decine di spese sospese alla sanità. Tipo quelli che calano il panariello e ci scrivono: prendete quello che vi serve, mettete quello che potete. Poteva succedere ovunque, e invece è successo a napulè…

V: ovviamente, virus. chissà se ci andremo più cauti, in futuro, a elogiare di virale qualunque cagata passi in rete.

Z: è l’ultima dell’alfabeto, l’ultima del vocabolario, dev’essere necessariamente anche l’ultima del tragedizionario: zona rossa ma soprattutto zuzzurulloni! Tra qualche giorno si apriranno i cancelli e qualcuno vi dirà: smile! you’re on candid camera. E ci crederete.

Nicola Savoia

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