Ieri il Sannio ha perso un professionista libero, un geologo anarchico sempre in prima linea per la difesa dei territori, attivista noTriv, noTav e contro l’eolico selvaggio. Vincenzo Portoghese lascia un grande vuoto nei compagni della Janara Squat e in tanti ambientalisti e cittadini che avevano trovato nella sua professionalità militante un punto di riferimento.

«Rimarranno indelebili la sua tenacia e i suoi sorrisi ravvivati da un chiaro filo di ironia», scrive il comitato “La nostra terra”. «Chi lotta per il territorio non muore mai», scrive il gruppo “Tribù del Cambiamento”. Il suo sguardo critico è stato vigile anche durante la sua scalata più difficile, mentre osservava «uomini e donne reggere un ospedale al collasso», destinando un duro commento alla gestione della sanità in Campania. Lo ricordiamo con questo articolo in cui denunciava, assieme al collega e amico Vincenzo Briuolo, le interferenze tra impianto eolico e falde idriche sotterranee nel comune di Morcone: «Sorgenti dell’Alto Sannio a rischio per colpa dell’eolico»: la denuncia di 2 geologi.
«Un gigante (non certo nel fisico, esile e rachitico!) dal cuore grande e la testa dura come le montagne che studiavi, indagavi, amavi, difendevi.
Te ne vai – scrivono gli amici sul blog del gruppo anarchico “Senza Patria” – lasciandoci senza il tuo acume scientifico, la tua pignoleria, le tue doti tecniche, la tua verve polemica, il tuo saperti mettere in gioco, i tuoi dubbi, la tua fanciullesca curiosità, le tue riflessioni, la tua imbranataggine, la tua propensione al dialogo, il tuo “ghigno”, la tua disponibilità, la tua voglia di Vivere!
Ciao Vincenzo.

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