Falcone e Borsellino cancellati. Un happening di Fa-biodpi

La memoria in foto/grafie da scartavetrare

6 agosto 2012

Le vecchie foto/grafie, vere e proprie scritture di luce, erano “toccate” fisicamente dalla realtà al momento dello scatto. La luce di un corpo urtava la pellicola fotosensibile modificandola (natura “demoniaca” della fotografia, in grado di catturare la luce di Dio nell’essere fatto a Sua immagine e somiglianza). Questa suggestione perduta mi ha accarezzato qualche giorno fa, mentre lo street artist di Dugenta Fa-biodpi sgocciolava colore sulla “luce” di Falcone e Borsellino, proiettata in Piazza Roma a Cusano Mutri.

La voce del giornalista Billy Nuzzolillo (relatore al Cusano Talk Festival) elencava i clan camorristi operanti nel Sannio ricordando il rapporto di contiguità criminale tra i sodalizi casertani e i clan autoctoni. Poco distante, Fa-biodpi cominciava ad andarci giù duro, sfidando con pesanti pennellate nere l’efficacia della proiezione. Falcone e Borsellino venivano cancellati.

Mai del tutto, nonostante l’artista ripercorresse la fisiognomica degli eroi-magistrati moltiplicando la dose di vernice nera sui baffi, su tutto il volto. In verità, le esistenze di Falcone e Borsellino non potevano essere cancellate più di quanto la luce del proiettore possa essere scalfita dalle mani di vernice nera.

La cancellazione è un atto rozzo e brutale, di modesta efficacia persino nel dominio della manifestazione grossolana. biodpi inverte la rotta, comincia a lavorare sui contorni ancora distinguibili. Scartavetra lo sfondo, incide nel supporto ligneo i tratti sorridenti dei due amici siciliani. “Quante cose si possono fare, lavorando sui contorni!”, quanto è più chiara un’immagine cancellata intorno alla quale si è fatta piena luce con una sonora scartavetrata (nella stessa piazza della performance, il giorno prima il senatore Tommaso Sodano auspicava la soppressione del segreto di Stato).

Il messaggio di Fabio Della Ratta, alias biodpi, è nel suo stesso procedere performativo. Ripercorrere con gesti semplici e incisivi i contorni di un’esistenza luminosa. Si spegne il proiettore, l’impronta resta.

APL

La performance è stata documentata e interpretata dagli scatti di Michele Vitolini, utilizzati dall’artista per realizzare il video con la tecnica dello stop-motion. Ringraziamo biodpi che ci ha concesso di caricare il suo video d’impatto sul canale youtube di bMagazine.