L’Italia del Mattarella bis? Un organismo malato che si trincera nello status quo

Mattarella

Sarà Mattarella bis. In pratica questa classe politica può restare in piedi solo nell’immobilismo più totale; se sposti un tassello al Quirinale o al governo crolla tutto, come in quegli organismi malati cui pure un refolo di vento può assestare il colpo di grazia.

È, questo, un potere fragile e delegittimato come non mai: incapace di decidere, attento solo alla sua autoconservazione e riproduzione perpetua nonostante la manifesta disintegrazione dei partiti, completamente rimesso ai grandi potentati economici e scisso da una società civile che ha abbandonato alla sua tragica deriva. Per tutte queste ragioni, come accade a ogni potere privo di autorevolezza, da esso è lecito aspettarsi una gestione ancora più sorda, ottusa, dispotica e violenta di quella vista all’opera nell’anno I del dominato di Gaio Mario Draghi.

Lo spettacolo penoso cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni segna forse la definitiva Waterloo della democrazia formale italiana (quella sostanziale non è mai esistita). Una faida tra 1009 elettori autoreferenziali e accecati, impegnati in una feroce lotta per intestarsi il PdR, mercanteggiare una permanenza al governo, conservare poltrona e privilegi ormai insopportabili, imbrigliare il paese in un conservatorismo padronale e senza scossoni.Una compagnia di giro che viaggia tutta insieme appassionatamente, al di là di schieramenti politici, ruoli ricoperti, apparenti contrapposizioni: moderati e sovranisti, “responsabili” e franchi tiratori, politici e cronisti: lunghe maratone del nulla dove giornalisti e altri privilegiati, dal confort delle loro rendite di posizione, discettano ridanciani e tronfi del disastro come se fosse un bel giallo ricco di colpi di scena. Tutto questo mentre fuori il paese reale è in fiamme e si manganellano ragazzini che hanno ragione da vendere, consapevoli che gli è già stato scritto addosso un futuro di merda da tutti i punti di vista.

Gianpaolo Pepe

Foto dalla pagina facebook