«Per la lotta agli ecocriminali non abbiamo visto droni, controlli, lanciafiamme ed elicotteri»: così la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato commenta le tragiche foto del Sarno pieno di fanghi e melma.

«Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d’Europa, ma durante il lockdown aveva ripreso un colore degno di un corso d’acqua superficiale», spiega. Purtroppo per il fiume campano la fase 2 ha significato il ritorno a una “anormalità” fatta di scarichi illegali, connivenze e chiusure d’occhio istituzionali. Lo stesso occhio da grande fratello che per due mesi ci ha seguito anche mentre portavamo a pisciare il cane, ma che preferisce non mettere bene a fuoco l’intreccio di interessi che pure distrugge ambiente, vite e salute.

«Ho attivato i Carabinieri del Noe per controlli e indagini in zona, indagini prontamente partite», commenta il ministro dell’ambiente Sergio Costa. Tuttavia già l’anno scorso il ministro annunciava una nuova vita per il corso d’acqua, un «giorno storico per il Sarno». Purtroppo anche il 4 maggio è stato un giorno storico, quello del gran ritorno alla melma. «Si tratta sicuramente di aziende e industrie, perché per tutto il periodo di lockdown il fiume è rimasto pulito», commenta l’attivista che ha lanciato la potente fotodenuncia. E dopo aver rassicurato i bambini scrivendo con lettere arcobaleno cubitali che “andrà tutto bene”, possiamo finalmente tornare a distruggere il loro e il nostro futuro.

apl

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