Come sarebbe l’Italia se fosse occupata da Israele come la Cisgiordania? Proponiamo una trasposizione geografica simbolica della situazione di occupazione della Cisgiordania, in cui alla popolazione palestinese resta ormai solo un controllo del 12% del territorio. Per fare il punto di una situazione già inaccettabile prima che, in questi giorni, Israele approvasse il piano per dividere la Cisgiordania con nuovi insediamenti illegali
Le aree arancione rappresenta le poche aree italiane dove vivrebbe la popolazione palestinese sotto un controllo nominale civile. Queste aree sono frammentate, discontinue e isolate tra loro e sono distribuite soprattutto nell’entroterra e nelle zone collinari e montane, evitando in gran parte le coste e le aree più strategiche, come accade in Cisgiordania. Le aree arancioni sono chiaramente spezzettate in piccole enclavi, molto simili al mosaico geografico delle aree A e B in Cisgiordania. Questo riflette la perdita di una continuità territoriale palestinese.
Le aree giallo chiaro indicano le zone palestinesi sottoposte comunque a controllo militare israeliano. Anche i minori vengono giudicati e puniti da tribunali militari. Le aree viola (Israeli military and civil control) indicano la vasta maggioranza del territorio italiano sotto pieno controllo israeliano, sia civile che militare. I punti rosso scuro (Israeli settlements) evidenziano la presenza capillare di colonie israeliane. Sono particolarmente numerose e distribuite ovunque, anche all’interno o in prossimità delle zone arancioni palestinesi, continuamente aggredite.
NB: Nella mappa indicativa italiana non sono ben enfatizzate barriere fisiche o linee di separazione (come il muro israeliano o le strade per soli coloni), che sono elementi chiave nella realtà. Tuttavia, la frammentazione suggerisce simbolicamente la separazione di fatto.
(a cura di Alessandro Paolo Lombardo – feat. Collettivo Hurriya)



