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Secondo la fisica quantistica la realtà è come il Molliccio di Harry Potter

La fisica quantistica ci dice che la realtà, prima di essere osservata, non è del tutto definita. Come il Molliccio di Harry Potter, assume forma solo quando qualcuno la guarda… 

Una delle affermazioni più affascinanti (e spesso fraintese) della fisica quantistica è che l’osservatore influisce sulla realtà osservata. Un’idea che si presta a interpretazioni mistiche e filosofiche, per naturale affinità. Ma, per comprenderla a fondo, dobbiamo spostarci su un piano diverso. Secondo la fisica classica, gli oggetti possiedono proprietà ben definite indipendentemente dal fatto che qualcuno li osservi. Una palla è lì, in un certo punto, con una certa velocità, che qualcuno la guardi oppure no. La fisica quantistica, invece, descrive il mondo microscopico in modo diverso.

Prima dell’osservazione: una realtà fatta di possibilità

Nel mondo quantistico, una particella (come un elettrone o un fotone) non ha sempre proprietà definite prima di una misura. Finché non viene osservata o misurata, è descritta da una “sovrapposizione di stati”: una combinazione di più possibilità contemporanee. In altre parole, non è “qui” o “lì”, non ha “questa” o “quella” energia ma tutte queste possibilità insieme, con diverse probabilità. Questo stato non è ignoranza umana: è proprio il modo in cui la natura sembra funzionare a quel livello. Un punto fondamentale da chiarire è che, in fisica quantistica, osservare non significa “guardare con gli occhi”. Osservare significa misurare con uno strumento, far interagire il sistema con un apparato fisico e quindi provocare uno scambio di energia o informazione. È questa “interazione fisica” che costringe il sistema quantistico a “scegliere” uno stato preciso. Questo processo è noto come “collasso della funzione d’onda”. In pratica, in fisica quantistica, una misura causa il collasso assorbendo o deviando in modo irreversibile l’informazione quantistica, mentre la nostra vista risponde alle leggi della fisica classica e della biochimica: i nostri occhi non vedono mai direttamente stati quantistici puri, ma il loro effetto già “collassato” dall’ambiente (resta dibattuto il “problema di Wigner”, che ipotizzò che fosse la coscienza umana a causare il collasso e che, a livello quantistico, non esistano fatti oggettivi su cui tutti gli osservatori possano concordare).

Il Molliccio di Harry Potter come metafora della realtà quantistica

Nel mondo di Harry Potter, il Molliccio è una creatura magica priva di una forma propria. Quando nessuno lo osserva, non è nulla di definito. Nel momento in cui una persona lo guarda, però, il Molliccio è costretto ad assumere una forma precisa e, in particolare, quella che rappresenta la paura più profonda dell’osservatore. Questa dinamica rende il Molliccio un’ottima metafora di ciò che accade in fisica quantistica. Il paragone funziona sorprendentemente bene: prima dell’osservazione il Molliccio non ha una forma definita, come la particella quantistica è in una sovrapposizione di stati.  Durante l’osservazione, la misura forza il collasso in uno stato preciso, e così l’interazione forza il Molliccio ad assumere una forma. Dopo l’osservazione la realtà appare definita e concreta, e il Molliccio diventa qualcosa di specifico. La differenza fondamentale è che il Molliccio reagisce alla psicologia dell’osservatore, mentre la particella quantistica reagisce alla fisica dell’interazione. Ma in entrambi i casi, l’osservatore non è passivo: fa parte del fenomeno.

In sintesi, a livello microscopico, la realtà non è completamente definita finché non interagisce con qualcosa. La realtà non è un film già girato che noi ci limitiamo a guardare. È piuttosto un insieme di possibilità che si concretizzano attraverso le interazioni. In questo senso, la realtà quantistica non è oggettiva nel modo classico, ma “relazionale”. Questo modo di vedere il mondo rompe con secoli di pensiero deterministico e ci costringe ad accettare che l’incertezza è una proprietà della natura e l’osservatore è parte integrante del sistema. A livello profondo, la realtà è più simile a un ventaglio di possibilità che a un insieme di fatti già stabiliti. La realtà quantistica non è indefinita perché non la conosciamo, ma perché non è ancora stata costretta a scegliere.
E proprio come il Molliccio, assume una forma precisa solo nel momento in cui entra in relazione con qualcuno — o qualcosa.

a cura di a. p. lombardo feat. ChatGPT