Sabato prossimo (15 novembre) la quinta edizione del “Valle Caudina Metal Fest” a Forchia, la rassegna che da anni dà spazio alle band emergenti del Sud Italia. Quest’anno sul palco il trash/groove metal dei “Wild N’Wasted” da Roma, il melodic death metal dei “Black Simmetry” da Potenza e dei “Jumpscare” da Napoli, e il progressive alternative metal dei “Not Another Prayer” da Palermo. Ne parliamo con gli organizzatori
«Il metal underground è vivo, forte e pronto a dimostrare che qui non c’è niente di morto. Chi dice “il metal nel Sud Italia non funziona” dovrà ricredersi.» Con questa dichiarazione di guerra si presentano i “Jumpscare”, 4 musicisti campani impegnati sul doppio fronte della propria evoluzione artistica e dell’organizzazione del “Valle Caudina Metal Fest”, nato durante la pandemia e giunto alla sua quinta edizione. «Il lavoro è tanto e ci siamo divisi i ruoli. – spiega il chitarrista Andrea Di Martino – Io gestisco il lato marketing e social, Graziano l’aspetto burocratico, Salvatore l’aspetto legale e Kirion l’aspetto artistico». Il festival si sostiene quasi interamente grazie ai fan che vi partecipano. «Senza di loro – continua Andrea – il Valle Caudina Metal Fest non potrebbe mai esistere. Un ulteriore aiuto proviene da alcune piccole attività locali e online, che credono nel progetto e sostengono il progetto.» Obiettivo: far conoscere la scena metal del sud Italia.
Quindi il metal non è morto?
«No, specialmente al Sud Italia, dove siamo pieni di band di grande talento, che meriterebbero tutto il pubblico del mondo a ogni concerto. Anche il pubblico c’è, è più numeroso di quel che si pensa, ma vive costantemente il dramma di non poter vivere questa passione perché non conosce la scena metal campana e in generale meridionale. Da noi i concerti Metal ci sono sempre stati ma raramente sono stati pubblicizzati correttamente, con ripercussioni sulla bigliettizzazione e quindi sulla sostenibilità dei concerti Metal. Come Jumpscare siamo riusciti, con una strategia e una comunicazione social adeguata, a raggiungere abbastanza persone da permetterci di sostenere e migliorare nel corso del tempo il Valle Caudina Metal Fest. Siamo fieri di poter aggiungere che al festival vengono persone di tutte le età, anche bambini, figli di chi ha vissuto la scena metal degli anni 90 ed oggi ha la possibilità di vivere quella odierna con la propria famiglia e nella propria regione. Decisamente il metal non è morto.»
Metal e Mezzogiorno, una relazione felice?
«Principalmente qui in Campania abbiamo un grosso problema: le strutture per i live. Per fare concerti c’è bisogno di un ambiente che ti permetta di ospitare un palco, un impianto e una strumentazione adeguata per poter offrire al pubblico uno spettacolo di qualità. Certamente abbiamo locali importanti in cui tutto questo sarebbe possibile, ma con costi di affitto troppo elevati per poter essere sostenibili solo con l’underground. Proprio per questo abbiamo trovato la nostra dimensione con lo Sporting Center del comune di Forchia (BN), concessoci con un patrocinio morale dallo stesso comune.» «Tuttavia avere a che fare con spazi comunali – aggiunge Graziano Ciccarelli, batterista dei “Jumpscare” – pone anche delle difficoltà. Organizzare qualcosa in un luogo pubblico dovrebbe essere un’occasione di condivisione e partecipazione, ma troppo spesso si trasforma in una corsa a ostacoli burocratica. Tra permessi, assicurazioni, richieste, protocolli e regolamenti che cambiano da un comune all’altro, ogni passaggio diventa un labirinto di carte e attese. Anche le iniziative più semplici rischiano di bloccarsi per settimane, scoraggiando chi vuole portare valore al territorio. Servirebbe un sistema più snello, chiaro e accessibile, che favorisca chi si impegna per creare momenti di cultura, socialità e aggregazione, invece di ostacolarlo con un eccesso di burocrazia.»
E allora sabato a Forchia non sarà solo un concerto, ma un raduno di musicisti e spettatori accomunati dalla stessa ostinazione. Quando le luci si abbasseranno e il primo riff attraverserà la valle, resterà chiaro che il metal non è morto: semplicemente, ha scelto di farsi sentire da qui, nel cuore della Valle Caudina.


